Mercoledì 16 maggio 2018 – VII SETTIMANA DI PASQUA

DALLA PAROLA DEL GIORNO

 

«In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge”».

At 20, 28-29

 

Come vivere questa Parola?

I due testi della liturgia odierna (Atti e Vangelo di Giovanni) sono molto belli e speculari. Si tratta di due «discorsi di addio», di due “testamenti”: di Paolo e di Gesù. Per brevità e per dare più spazio al tema dello Spirito, che ci interessa più da vicino nella preparazione alla festa di Pentecoste, mi limito a evidenziare solo il primo di essi.

Il contesto è il medesimo di quello già visto nella lectio di ieri: l’addio agli anziani di Èfeso. Ora S. Paolo lascia ad essi come ‘testamento spirituale’ il compito di “vegliare su loro stessi e su tutto il gregge” e ricorda loro il ruolo divino dei responsabili della Chiesa: essi, nel loro incarico, hanno origine dallo Spirito Santo, che li «ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio». Pertanto egli affida ad essi la custodia della Chiesa che appartiene a Dio e allo Spirito Santo, e devono vigilare perché non entrino, dopo la sua morte, “lupi rapaci” a rovinare il gregge.

 Nella preparazione alla Pentecoste che si avvicina, dobbiamo pregare in particolare per il nostro Papa Francesco, i vescovi e i sacerdoti di tutta la Chiesa, perché lo Spirito Santo, che li ha «costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio», sappiano svolgere il loro ruolo con piena dedizione e responsabilità, nell’unità cordiale col Successore di Pietro e soprattutto con la testimonianza della santità della loro vita e non permettano ai lupi rapaci di entrare nella Chiesa a devastare il popolo santo di Dio e a seminare discordia e divisione.

«Padre misericordioso, fa’ che la tua Chiesa, riunita dallo Spirito Santo, ti serva con piena dedizione e formi in te un cuor solo e un’anima sola» (Dall’orazione-colletta del giorno).

La voce di un grande Patriarca della Chiesa orientale antica

«Come i corpi limpidi e diafani divengono splendenti quando un raggio luminoso li colpisce e diffondono a loro volta splendore, così le anime che portano in sé lo Spirito, illuminate da lui, diventano spirituali e diffondono la grazia sugli altri. Di qui derivano la conoscenza del futuro, l’intelligenza dei misteri, la comprensione delle cose occulte, la distribuzione dei carismi, la partecipazione alla vita celeste e ai cori degli angeli, la grazia senza fine, la dimora in Dio, la somiglianza con Dio e, infine, ciò che di più grande si può desiderare, la divinizzazione dell’anima» (Basilio Magno, Lo Spirito Santo 9, 23).

 

Commento di Don Ferdinando Bergamelli SDB

f.bergamelli@tiscali.it