27 marzo 2022 – IV DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

27 Mar 2022

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:

 «Un uomo aveva due figli (…)

Il più giovane (…) disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”.

Si alzò e tornò da suo padre.»

Lc 15,1-3.11-32

Come vivere questa Parola?

In questa quarta domenica di Quaresima dell’Anno C, la Liturgia ci propone la celebre parabola lucana del Padre Misericordioso. In questa parabola è raccontata la storia di una conversione. “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.” Così ci esorta San Paolo nella seconda lettura. Sì, tutti abbiamo bisogno di conversione! Tutti abbiamo bisogno di incontrare l’Amore Misericordioso di Dio.

I primi due versetti del capitolo 15 di Luca che precedono il racconto di Gesù circa la parabola del Padre Misericordioso, raccolgono gli atteggiamenti di come vivere la conversione, facendo così riferimento ai due figli della parabola stessa.

“…si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.” (Lc 15,1) Consapevoli del proprio peccato, del bisogno di conversione che abita il loro cuore, pubblicani e peccatori cercano Gesù per ascoltarlo, per incontrare la Misericordia del Padre. Così è del figlio minore, ancora ignaro di ciò che gli sarebbe successo ma consapevole della propria miseria, si mette in movimento verso il Padre: “Mi alzerò, ritornerò da mio padre (Lc 15,18)”. Il verbo ritornare nell’Antico Testamento era usato proprio per indicare la conversione. “I farisei e gli scribi mormoravano” (Lc15,2), così è il figlio maggiore. In lui, in loro, si delinea la figura di colui che, convinto di essere creditore nei confronti di Dio, persuaso di essere nel giusto, ritiene la conversione una realtà solo per gli altri.

Dio attende sempre! Dio spera contro ogni speranza la mia conversione.

 “Mi alzerò, ritornerò da mio Padre” In questo tempo di Quaresima cercherò di ritornare a Dio con tutto il cuore. Mi avvicinerò al Sacramento della Riconciliazione con cuore umile e povero: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.

La voce di un Dottore della Chiesa

“Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell’uomo.”

 

Gregorio Nazianzeno

Dottore della Chiesa

Commento di Sr Vilma Colombo FMA

direttricesanbiagio12@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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