Intendiamo la missione anzitutto come
un comunicare il nostro “essere
con Dio”: unico mezzo perché non si
svuoti diventando attivismo.
Tendiamo dunque a coinvolgere gli ospiti nella dinamica di conversione e conoscenza del Dio vivente orientando nella libertà verso il centro reale e la reale sorgente della vita: il Dio trinitario.
Dissociandoci dalla cultura antropocentrica di oggi, tendiamo a vivere e a proporne una teantropocentrica. Si tratta di vivere alla presenza e per la gloria del Padre in Cristo Gesù con le energie dello Spirito Santo incarnate nell’oggi, ma decisamente dissociate dalla mentalità mondana e dai suoi attaccamenti.
Il nostro progetto diventa veramente mistagogico perché è il vivere ed aiutare a vivere eucaristicamente, nell’accoglienza di persone e cose quali doni di Dio da restituire al Signore in spirito di ringraziamento e di lode (Eucarestia). Il Signore ci consegna il suo Corpo e il suo Sangue, cioè la sua vita e accetta il dono della nostra scandita nella preghiera e nel lavoro che si trasformano in Eucarestia e liturgia di lode. Qui è il senso profondo del nostro essere Istituto e Chiesa cioè un tendere a essere luce, sale, lievito, anima di un mondo chiamato ad essere sempre più introdotto per Cristo nel mistero trinitario.
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