L'AMORE che rinnova, vivifica e dinamizza i credenti
Gesù aveva più volte parlato dello Spirito Santo. Era giunto a dire che bisognava Egli se ne andasse perché potesse venire lo Spirito (Gv. 16,7) e guidare i credenti (dunque anche noi!) "alla verità tutta intera" (Gv 16,13). Lo Spirito Santo, AMORE reciproco del Padre e del Figlio, è dunque colui che ci illumina sulla Parola di Gesù e ci aiuta a interiorizzarla e a viverla (cfr. Gv 16, 14-15). Senza lo Spirito Santo una vera vita cristiana è impossibile.
Siamo agli inizi di quegli Atti degli Apostoli che in concreto sono la cronaca narrata dall'Evangelista Luca di ciò che ha fatto seguito alla dipartita di Gesù. Nel primo capitolo, proprio dell'Ascensione si è parlato. Subito dopo, la comunità dei primi credenti formata dagli apostoli, da Maria Madre del Signore e dai discepoli (120 persone all'incirca cfr. v. 15) è presentata come un'insieme di persone "assidue e concordi nella preghiera" (v. 14), radunata in una "sala superiore" non meglio precisata. Potrebbe essere anche lo stesso cenacolo.
Un'introduzione, 3 nuclei , conclusione.
Introd. v. 1 E' un evento che succede mentre si sta compiendo il giorno di pentecoste e i credenti sono insieme riuniti.
vv. 2-4 Si tenta di descrivere l'evento misterioso precisando i segni sensibili: il vento (segno uditivo), il fuoco (segno visivo). Si precisa il fatto dell'effusione dello Spirito che colma ognuno e gli permette di parlare "altre lingue".
vv. 5-7a In occasione della festa di Pentecoste anche gli Ebrei in diaspora sono presenti a Gerusalemme e costatano che i discepoli, investiti dallo Spirito Santo, parlano la lingua della nazione da cui provengono. Il loro stupore è enorme.
vv. 7b-11 S'interpellano sul senso di questo sentirli parlare ciascuno la propria lingua. E - notevole! - l'elenco delle genti ricordate che sono destinatarie dell'opera meravigliosa di Dio è intenzionalmente universale: segue una linea est-nord - sud-ovest.
vv. 12 La reazione di quanti sono spettatori del fatto è enorme ma contrastante: c'è chi, afferrato dal senso di mistero, s'interpella stupito e c'è chi deride e disprezza come se si trattasse di gente ubriaca.
Stava per compiersi il tempo di Pentecoste,si trovavano tutti insieme. Sta per compiersi con la Pentecoste, tutto quell'arco di storia segnato dalle grandi promesse salvifiche: il Messia è venuto e ora anche lo Spirito Santo in quel giorno di Pentecoste, anticamente festa agricola e poi passata a significare il dono della Legge sul monte Sinai. C'è un simbolismo significativo: nell'Antica Alleanza Dio dona la Legge, nella Nuova Alleanza dona lo Spirito Santo; la Legge è per Israele, lo Spirito è per "ogni carne" (v. 17). La Legge è data 50 giorni dopo l'uscita di Israele dall'Egitto, lo Spirito 50 giorni dopo la Cena e la Morte di Gesù.
Venne dal cielo all'improvviso un rombo come di vento...Apparvero lingue come di fuoco che si posavano su ciascuno... Si sente che l'autore sacro tenta di descrivere l'inesprimibile, un evento che ti afferra nel mistero dello Spirito attraverso i due elementi più liberi e non manipolabili, più parlanti al senso dell'udito (vento) e della vista (fuoco) ma, irrompenti dall'alto e non dal basso, dal cielo non dalla terra.
Furono colmi di Spirito Santo e cominciarono a parlare altre lingue, come lo Spirito dava loro il potere. Avviene qui un processo antitetico a quello avvenuto per la torre di Babele (cfr Gn. 11): là l'uomo che pretende di ergersi, costruttore della propria autonomia, fuori dalla signoria di Dio incappa nella confusione delle lingue e nell'impotenza dell'incomunicabilità; qui quelli che erano "assidui nella preghiera e concordi" (v 14) ricevono potere dallo Spirito Santo: il potere di "annunciare le grandi opere di Dio" (v. 4). Notiamo: proprio quei discepoli che per debolezza e paura avevano abbandonato Gesù nell'ora della sua passione e morte, ora investiti dalla forza dello Spirito non temono di proclamare le meraviglie di Dio. Questo è miracolo più grande di quello delle lingue!
Erano stupefatti e dicevano: Non sono forse Galilei? E com'è che li sentiamo parlare la nostra lingua? E' lo stupore quello che domina, è il senso dell'esperienza forte di un "oltre divino" che è l'andare al di là delle possibilità e delle chiusure e irrigidimenti e divisioni umane. Questi popoli così diversi sono chiamati a comunicare, a collaborare e a unirsi, non in forza di strategie politiche ed economiche, ma con la potenza dello Spirito Santo che, vincendo nel credente il suo centrarsi nell'ego lo apre a rapporti interpersonali segnati dal vento (libertà) e dal fuoco (amore) dello Spirito santo.
Tutti erano stupiti... altri li deridevano. Ecco le opposte reazioni di allora e di sempre. C'è chi si apre, meravigliato, al mistero e all'azione di Dio. C'è chi non crede e demolisce, irridendo.
Mi rendo conto che lo Spirito Santo è la potenza di Dio che afferra e potenzia la mia vita o non me ne ricordo e vivo di "chiusure"?
Mi faccio aiutare da quanto ha scritto Ignazio IX HAZIM: "Con lo Spirito Santo il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, Cristo risorto è la grande Presenza, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa diventa comunione nella comunione TRINITARIA, la missione è sempre nuova Pentecoste, la Liturgia è memoria e attualizzazione, l'agire dell'uomo è deificato. Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa solo organizzazione, la missione propaganda, il culto un'evocazione e l'agire cristiano una morale da schiavi."
"Spirito Santo, vieni nel mio cuore. Attirami a Te, o Spirito, vero Dio, con la tua potenza. Concedimi carità e santo timore. Custodiscimi da ogni pensiero malvagio. Riscaldami e infiammami col tuo dolcissimo amore, così che ogni peso mi sembri leggero." Santa Caterina da Siena