Genesi 1,26-28.31

Abramo, benedetto da Dio e chiamato a diventare benedizione per tutte le genti, inaugura la storia dell'Alleanza (berit: patto nuziale!) che corre verso quel centro radioso, quel "punto OMEGA" dell'universo che è Cristo Signore. Ma è importante risalire ancora alle origini: ad Adamo ed Eva che appena creati "a immagine e somiglianza di Dio" (Gen 1,27) sono stati benedetti. Sgorgati dalle scaturigini di Dio AMORE, ricevono da Dio il mandato di crescere e moltiplicarsi immediatamente dopo la benedizione. Di qui la sacralità dell'uomo, della coppia e della procreazione. Tutto ciò è sacro: un sacro mistero d'Amore.

La creazione dell'uomo e della donna è posta all'apice del racconto di tutto quello a cui Dio dà vita in cielo e in terra. Subito dopo, si dice che Dio si riposò in quel "settimo giorno" che Egli benedisse (cf 2,3). E già questa collocazione dice molto! Ci aiuta a interpretarla nel senso giusto il salmista, quando recita: "Hai fatto gli uomini poco meno degli Angeli, di gloria e di onore lo hai coronato, gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi" (Sl 8,6-7).

Dio ha voluto coronare l'intera creazione creando l'uomo, benedicendolo e consegnando poi a lui tutto il creato, perché, nobile e grande più di ogni altra realtà visibile, lo custodisse e lo dominasse.

Il racconto, scandito nell'immagine dei giorni e delle creature che emergono dal caos, è un capolavoro di poesia religiosa. Se lo ascolti nel silenzio del cuore, ti comunica, nel ritmo stesso della pagina biblica, la potenza del soffio creatore di Dio,anche se il linguaggio è antropomorfico e mitico. Parlare di miti come si è fatto in un certo ambito della nostra cultura? Sì, è possibile, purché non si resti alla superficie, alla "crosta" esteriore. Certo il linguaggio qui è conforme a quello dei miti sorti in epoche analoghe, presso altri antichi popoli. Ma, come scrive un appassionato studioso del Libro Sacro, "nonostante la profonda affinità di questi racconti con gli antichi miti, noi ci rendiamo conto della loro trascendenza" . Non solo si può dire che tutti i miti dell'antichità hanno, nel racconto biblico, la loro espressione definitiva, ma qui si coglie il vero valore del dettato biblico, quello del simbolo. Proprio per questa forza del simbolo calata nella narrazione della Genesi, tutto si approfondisce e s'illumina. È il mistero di Dio nel suo continuo rapportarsi all'uomo ciò che emerge. Ed è anche il mistero dell'uomo creato a immagine somiglianza di Dio e benedetto da Lui ciò che dà il via alla storia e dà ad essa un senso positivo, un "telos" (=fine) di speranza.

v. 26 Facciamo.
In questo verbo al plurale c'è già un accenno alla Trinità. Ai Padri sembra di cogliere che Dio si rivolge al Figlio del quale l'evangelista dice: "tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente è stato fatto" (Gv 1,3). Fa eco S.Paolo: "Per mezzo di lui è creato tutto quello che è in cielo e quello che è in terra, ciò che è visibile e ciò che è invisibile" (Col 1,16).
In questo verbo si esprime un momento culminante della creazione. Non è un comando ma un intento. Sta per realizzarsi il più profondo pensiero del Dio-TRINITÀ d'Amore.

v. 27 A immagine di Dio lo creò
Dice Origene: "A immagine di Dio solo l'uomo è stato fatto. Assolutamente nulla del resto delle creature porta questa somiglianza. E questo uomo fatto a immagine di Dio è il nostro uomo interiore"
Tutta l'antropologia cristiana ha in questo versetto biblico il suo senso più vero. E in queste parole affonda il significato dell'enorme nobiltà di ogni uomo di qualsiasi razza, cultura, religione e condizione sociale.
A somiglianza
Dicono i Padri: se l'uomo è chiamato "immagine di Dio" perché è la sintesi di tutta la creazione, si dice che è a somiglianza di Dio per quel potere che Adamo aveva avuto da Dio di dominare le cose del creato.
Interessante quello che dice Beda, uno degli antichi padri latini: "In che cosa l'uomo sia stato fatto a immagine e somiglianza del suo Creatore lo attesta S.Paolo quando ci ammonisce a recuperare in noi, per grazia dello stesso Creatore, quell'immagine e somiglianza che abbiamo perduto nel nostro progenitore: Rinnovatevi - dice - nello spirito della vostra mente e rivestitevi dell'uomo nuovo che è stato creato secondo Dio nella giustizia, nella santità e nella verità (Ef 4,23). Sì,venne il secondo Adamo, cioè lo stesso Signore Creatore nato dalla Vergine, creato incorruttibilmente e immutabilmente a immagine di Dio, pieno di grazia e verità (cf Gv 1,14) per restaurare in noi la stessa immagine e somiglianza"
Maschio e femmina lo creò.
È qui il fondamento dell'identica nobiltà dell'uomo e della donna. Entrambi sono a immagine e somiglianza di Dio. E, in un'alterità chiamata a diventare reciprocità e complementarietà, entrambi sono chiamati a realizzare il disegno di Dio: la procreazione della specie.
S.Efrem lo esprime con forza icastica: "Adamo era uno ed era due: perché maschio e femmina fu creato".
v. 28 Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra.
S.Efrem sottolinea l'importanza della benedizione di Dio sull'uomo appena creato, prima che trasgredisse perché, per la sua trasgressione, non fossero ostacolate le altre sue benedizioni. Diversamente il mondo sarebbe ritornato al nulla a causa della colpa dell'uomo: colui per il quale Dio aveva creato ogni cosa. Importanza enorme, dunque, della prima benedizione!
Altri antichi commentatori notano: "Questa benedizione di Dio è la sorgente dalla quale tutto il genere umano è scaturito". Altri notano che il benedetto per eccellenza è Colui che proclamiamo Figlio del Padre, lui che, come dice S.Paolo, "è il Cristo, sopra tutte le cose benedetto nei secoli" (Rm 9,5).
v. 31 Dio vide quanto aveva fatto e vide che era cosa molto buona
Se il racconto della creazione nelle sue varie parti viene scandito da quell'importante espressione: "Dio vide che era cosa buona", quanto è importante qui quell'avverbio accrescitivo "molto!" Anzi nei TARGUM (antiche versioni-parafrasi aramaiche dei testi biblici) leggiamo: "E Dio vide che era molto bello e molto buono".
Nessuno sguardo dispregiativo o riduttivo può dunque volgersi sull'uomo sulla sua realtà di coppia e su quanto Dio gli ha affidato, se interiorizziamo in modo sapienziale questa espressione biblica.

Se crediamo che "la storia dell'uomo è la scoperta di un senso, di un significato interiore agli avvenimenti in cui Dio, sempre e comunque opera salvezza" , cogliamo il senso paradigmatico di quella benedizione là, nell'Eden. È vero quella benedizione si è come affogata col peccato, ma poi ripetutamente è stata di nuovo concessa da Dio. Perché l'uomo ha una splendida chiamata: ritornare alla bellezza, alla pace, all'armonia in cui la benedizione (non contrastata dal "no" a Dio) inonda liberamente la vita umana e del cosmo. Ecco perché vivere veramente è la stupenda avventura di un grande ritorno: il ritorno all'EDEN, il paradiso perduto, il ritorno in Cristo Signore, il Benedetto per eccellenza, a quell'"immagine e somiglianza" che è la bellezza la dignità, il vero bene dell'uomo. Si tratta però di prendere coscienza della grave disaffezione e degrado non solo del creato (confronta quanto è minacciato l'ecosistema!) ma dell'uomo stesso, oggi.

È dunque necessario riappropriarsi di un compito urgente per l'uomo d'oggi: prendersi cura del creato e anche della piena convinzione che l'uomo, ogni uomo è grande perché, anche se deturpato dal peccato, l'immagine e somiglianza di Dio non sono mai del tutto distrutte. Esse sono come il "marchio di Dio" su quello che egli ha voluto non solo gli appartenesse, ma fosse addirittura sua immagine e somiglianza.

Il cammino di consapevolezza della propria dignità e di quella di ogni uomo e donna coincide letteralmente con un cammino spirituale. Si tratta di aprire gli occhi del cuore, oltre che quelli della mente per capire che tutte le cose possono tornare ad avere una valenza sacra,possono servirci per la pace (e non per la guerra) per la comunicazione e la comunione (e non per la discordia, la competitività, il possesso egoistico) per la bellezza e l'armonia (e non per gli abusi, il disordine e la distruttività).

Allora meditare la creazione e la benedizione di Dio nella Genesi alla luce del Nuovo Testamento diventa entusiasmante. Si tratta di interiorizzare in preghiera quanto dice S.Paolo: "Vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito l'uomo nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza ad immagine del suo Creatore" (Col 3,10).

E l'uomo nuovo per eccellenza è Cristo, come dice ancora S.Paolo (cf Rm 5,10.21) quando focalizza l'antitesi: Adamo-Cristo, uomo vecchio-uomo nuovo, peccato-giustizia, morte-vita. Attenzione! La creazione dell'uomo "secondo l'immagine" non è dunque Adamo ma Cristo. O meglio: Adamo, ancor prima della caduta, è ordinato profeticamente a Cristo "immagine dell'invisibile Iddio, primogenito di tutta la creazione" (Col 1,15).

È dunque su Cristo Gesù che poggia ogni volontà di rinnovamento: delle persone e delle strutture. Su di lui e in vista di quell'energia di benedizione che il Padre ha dato all'uomo e alla donna. Sì, dentro una vocazione di coppia come dentro una vocazione celibataria, importa che l'uomo e la donna vivano da "immagine di Dio" e ne recuperino la "somiglianza".

- Colgo, nel mio vivere, che spesso c'è disarmonia: un prevalere di forze negative e distruttive, un groviglio di avidi desideri di possesso circa cose o persone. Mi rendo conto che così l'immagine di Dio si offusca e la somiglianza si straccia, e c'è degrado in quello che sono e che opero?
- Fare un cammino spirituale significa per me "rivestire l'uomo nuovo" che è Cristo Gesù, il suo modo di pensare di amare e di agire. Io indugio forse dentro il "vecchio Adamo", cedendo alle sue tentazioni?
- Che senso di rispetto, di responsabilità e di gioia ho nei riguardi del creato? Sono forse possessivo verso alberi, fiori, animali? E verso l'uomo e la donna? Come gestisco la mia sessualità, il rapporto di coppia? E l'amicizia?
- Mi riposa, mi dà gioia e coraggio la certezza che al principio di tutto c'è una grande benedizione? Essa mi catapulta dal non senso, dalla tristezza, dal pessimismo e dalla robotizzazione (perfino dei gesti della procreazione!) nella energia del "crescete e moltiplicatevi" (Gen 2,28), inteso in modo sacro, ampio e profondo perché legato alla benedizione di Dio?
- Credo nella benedizione del mio poter generare nello Spirito e nella fede, oltre che nella carne?

Trovo un posto appartato, meglio se al cospetto della natura. Mi percepisco uscito/a dal cuore di Dio, creato/a a sua immagine e somiglianza. Respiro grandezza, stupore, senso della mia intensa nobiltà. Non posso però dimenticare i miei… "guasti", il mio peccato.
Ecco: mi consegno al Signore con profonda gratitudine. Prendimi così, nella mia debolezza, Signore! Rinnova su di me la tua benedizione, perché io diventi quello che sono: tua immagine e somiglianza.

 

Riferimenti bibliografici per eventuali approfondimenti

ELLEN VAN WOLDE - Racconti dell'inizio. Genesi 1-11 e altri racconti di creazione - Queriniana - Brescia
Genesi - Traduzione e commenti di GERHARD VON RAD - Paideia - Brescia
Genesi a cura di U.NERI - I libri della Bibbia interpretati dalla Tradizione - Gribaudi - Milano