Chiesero a Serafino di Sarov, un grande santo russo: Che cos'è, in sintesi, la vita cristiana? Rispose: la vita cristiana è l'acquisizione dello Spirito Santo.
Impegnandoci in una dinamica di conversione permanente, ci è di conforto pensare che siamo sorretti dai doni dello Spirito Santo: "Quelle disposizioni permanenti che ci rendono docili a seguire le sue mozioni" (Catechismo della Chiesa universale, 1830) e a portarne quei frutti di cui parla Paolo in Galati 5,22.

La persona è anzitutto mossa dal timore filiale di Dio che, lungi dall'essere paura, è venerazione del suo Amore. creativo mai distruttivo, questo santo timore non servile, genera uomini che si lasciano guidare dall'amore responsabile; , uomini liberi perché portando frutto di dominio di sé, non si lasciano schiavizzare dall'unica cosa che temono: il peccato, l'unico vero male. "Non vogliate rattristare lo Spirito di Dio "(Ef. 4,30). "Avete ricevuto uno Spirito da figli, non da schiavi "(Rm. 8;15).

La persona vive il dono della pietà, non moltiplicando pie pratiche di devozione, ma in ordine al suo percepirsi abitata e amata da Dio. Avendo dato prioritariamente lo spazio dovuto alla preghiera, tende a unificare se stessa, vivendo l'unione col Signore, fino a formare un solo Spirito con Lui (cfr. 1 Cor.6,17). In forza della Parola, seminata in lei ogni giorno e custodita pregata vissuta nel corso delle ore,(cfr.Lc. 2;51b), chi prega con perseveranza è vestito interiormente di umiltà.

La persona vive il dono della fortezza, accogliendo la Parola con la gioia dello Spirito Santo, anche in mezzo a grandi tribolazioni (cfr. 1 Ts. 1,6); e attingendo all'Eucarestia il coraggio per cui, pur in mezzo a prove lotte tribolazioni, porta il frutto della pazienza.

La persona vive il dono della scienza, integrando le sue conoscenze nella conoscenza per eccellenza: quella di Cristo crocifisso e risorto, "forza e sapienza di Dio" (1 Cor.1,24). Vive il dono della scienza non come conoscenza teorica, ma esistenziale: un attingere alla potenza della resurrezione di Gesù e un partecipare alla sua sofferenza (cfr. Fil. 3,8-11), riconoscendo nel suo mistero pasquale l'unica via di salvezza. Vivere questo dono dà di portare il frutto della pace e di leggere, in trasparenza, il cuore delle cose.

La persona vive il dono del consiglio con una capacità sempre più limpida di discernere, nella matassa delle occasioni e degli eventi quale sia per sé ( ed eventualmente anche per gli altri) il filo della volontà di Dio: quello che è bene, a Lui più gradito (cfr. Rm. 12,2). Questa capacità di discernimento che si vale di semplicità e prudenza evangelica (cfr. Lc.10,3; Mt.10,16), mai di prudenza mondana, porta il frutto della fedeltà e della benevolenza.

La persona vive il dono dell'intelletto, come una penetrazione sempre più profonda e nuova della Parola di Dio e dei suoi misteri vitali per noi, con piena consapevolezza che è lo Spirito, Lui che scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio (cfr. 1 Cor.2,10) ad aiutarci. Egli, "venendo in aiuto alla nostra debolezza" (Rom. 8,26), non solo abita e sorregge il nostro pregare, ma ci dà spesso anche un'intuizione piena di mitezza e longanimità, dei segreti del cuore umano (Sl.43(44),22).

Infine la persona vive il dono della sapienza come un "recta sapere" (gustare il "sapore" di cose rette e vere), dunque gustare le cose di Dio che le sono insegnate dallo Spirito di Dio (cfr. 1 Cor. 2,12-13), nella profondità del suo cuore abitato da Lui, pacificato e docile alla sua azione, ormai per acquisito stile di vita. "Il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria vi dia uno Spirito di sapienza e di rivelazione per conoscerlo più profondamente e illumini gli occhi del vostro cuore" (Ef. 1,17-22). Questa persona, unificata nel desiderio dell' "unica cosa necessaria" che è amare Dio al punto da essere da Lui trasformata in amore , è saggia nel modo di pensare e di operare, è solitamente portata a gustare e ad intendere "quanto è buono e soave il Signore" (Sl 34(33), 9) che ha preso possesso di lei e che la vuole "dono ai fratelli", in gratuità di vita. La sua esistenza irradia amore, pace e gioia, anche a sua insaputa.

Ecco: abbiamo tentato di tratteggiare, come in filigrana, l'azione dei doni dello Spirito e i suoi frutti nella vita della persona che a Lui si abbandona. Attenzione però a non sentirli come categorie astratte o solo teologiche! Sono realmente "energie" di vita spirituale che vengono comunicate a chi, deciso a vivere il proprio battesimo (tanto più la sua radicalizzazione coi voti!), tende a "esprimere Gesù" agli sguardi del Padre nel respiro, forza, consolazione, amore dello Spirito Santo.

Da ultimo un avvertimento che ci impegna, incoraggia e sprona, fuori da ogni illusione: "quando il discepolo di Cristo ha vinto le spinte negative della volontà propria ed è giunto ad una vera, profonda umiltà, allora davvero lo Spirito Santo può portare in lui tutti i suoi frutti e manifestarne luminosamente i doni .

 

A Maria, Vergine Sposa e Madre nello Spirito Santo

Maria, tu sei colma di Spirito Santo,
e da lui posseduta
fin dentro le radici del tuo esistere.
Del Suo essere limpidissimo Amore
risplende la tua santa verginità sponsale,
del suo Essere Amore fecondo
germoglia la tua maternità divina.
Ti prego, rendimi vergine-sposa
nelle profondità del cuore
intento sempre a un'assidua ricerca di Dio
e delle cose che a Lui sono gradite.
Rendimi vergine-madre
nell'oblatività del mio esistere,
intenta a "vivere Cristo"
configurata, nello Spirito Santo,
al SUO MISTERO PASQUALE.
E perché io sia profezia e annuncio del Suo vangelo
nel mio oggi, aiutami a lasciarmi plasmare
in novità di vita, ogni giorno, dallo Spirito Santo,
tramite la Parola, l'Eucaristia e la comunione fraterna,
perché i miei giorni siano dono e servizio di amore.
O Maria,
vergine, sposa e madre nello Spirito Santo
rendimi docile alla Sua azione di grazia,
in tutti i giorni della vita.
Guidata da Lui,
mi abbandono, qui e oggi, al Padre,
"con Cristo, per Cristo e in Cristo"
in sintonia con tutte le sue membra vive
a cominciare dalle mie sorelle:
per la gloria di Dio e la salvezza dei giovani
fino alla vita che non finirà. Amen.