Lo Spirito Santo: Dio stesso. Come il Padre e il Figlio. Ma con un suo modo proprio di rivelarsi, di essere in relazione, di agire.

Lo Spirito: Dio di cui Gesù ci parla, dicendo che la sua azione è misteriosa come il vento. È di fatto soffio: rûhat; colui per il quale il Verbo s'incarna nel grembo di Maria (cfr.Lc.1,35) e la Chiesa nasce nel suo manifestarsi nel fuoco a Pentecoste (At. 2,1-13), camminando nella storia di oggi sotto la sua guida (cfr.Rm.8,14).
Lo Spirito Santo: relazione d'amore tra il Padre e il Figlio, comunicazione che coinvolge in quell'amore sostanziale noi; comunicazione sempre nuova, rinnovante e vivificante.
Senza di Lui è impensabile la vita cristiana, tanto meno l'impegno per la vita consacrata, il cammino di santità (cfr.1 Cor.12,3).

In questi giorni di esercizi siamo qui a:

- Lasciarci interpellare a proposito dello Spirito Santo. Non soprattutto mediante le nostre capacità conoscitive, quanto mediante il cuore, la preghiera, la decisa apertura a una vita di santità.

- Chiedere lo Spirito Santo: chiederlo con
            FEDE
            INSISTENZA
            UMILE CAPARBIETÀ

Gesù non ha pronunciato per scherzo queste parole nel contesto del suo insegnamento sulla preghiera:    "Chiedete e vi sarà dato,
  cercate e troverete
  bussate e vi sarà aperto
  perché chi chiede otterrà
  chi cerca trova
  a chi bussa sarà aperto.
  Se voi, cattivi che siete,
  sapete dare cose buone ai vostri figli
  quando le chiedono,
  quanto più il Padre vostro darà lo Spirito Santo
  a coloro che glielo chiedono"
                                ( Lc. 11,13 )

- Il via a questi Esercizi lo dà questa interpellanza forte: se m'impegnassi con perseveranza a chiedere lo Spirito Santo, che cosa accadrebbe al mio cuore, alla mia vita? Ä Il frutto dello Spirito -dice Paolo- è AMORE, GIOIA, PACE. (Gal.5,22).
Una vita all'insegna di queste realtà di cui tutte le persone hanno un'immensa sete, ma in specie i giovani, rinnoverebbe, vivificherebbe e imprimerebbe una nuova dinamica alla mia vita di consacrazione servizio.

- SILENZIO e PREGHIERA siano dunque gli ambiti in cui "respirare" la rûhat di Dio, e chiedere con insistenza che faccia irruzione nel cuore.

- Certe cose non possiamo chiederle, sono troppo rischiose. Altre bisogna chiederle a condizione che siano secondo la sua volontà. Ma la grazia di ottenere lo Spirito Santo dipende solo dall'insistente preghiera.
In assoluto abbiamo queste due certezze:

- che lo Spirito è indispensabile al nostro cammino

- che, se lo chiediamo, certamente lo otterremo.

Gustiamo subito un testo-gioiello di un monaco del Monte Athos. Può farci da trampolino di lancio per le "Lectio" su pagine della Scrittura in ordine allo Spirito Santo nella nostra vita. "Quando la grazia dello Spirito Santo s'avvicina ad un'anima, allora tutta la Sacra Scrittura appare a lei come un albero la cui ombra è piena di frescura e le cui foglie lasciano cadere perle di una dolce rugiada. Le sue radici affondano nell'infinita dolcezza del Cristo e se ne nutrono e i suoi rami stillano questa dolcezza in tutta l'anima. Il cuore poi, come percepisce che lo Spirito Santo con la sua grazia lo abita, prova, nel centro del suo essere, una gioia divina, una consolazione spirituale. Quando il cuore riceve questa consolazione dello Spirito Santo, si arroventa di un calore immateriale e celeste che viene dalla grazia dello Spirito". Nel cuore è l'amore di Cristo che arde. È quanto ha detto Gesù: "Sono venuto a portare il fuoco e desidero solo che arda" (Lc. 12,49).