" Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga " Gv. 15,16
La breve, densissima frase fa parte del secondo colloquio che Gesù ha coi
suoi nella sera dell'Ultima Cena. Nel primo (14,1-31) rassicura la fede e
ravviva l'amore della comunità con la promessa dello Spirito. Nel secondo
(15,1-16.33), soprattutto tramite l'allegoria della vite, Gesù invita ad
approfondire il rapporto d'amore dei suoi discepoli con Lui, col Padre e tra
loro.
In un contesto più ravvicinato cogliamo che questa affermazione è all'interno
della pericope che si apre (v.12) e si chiude (v.17) con un unico comando:
amatevi gli uni gli altri.
NON VOI, MA IO Scandisce la priorità
sorgiva dell'amore da parte di Dio per noi e perciò dell'elezione che
appartiene a Dio: "In questo sta l'amore. Non siamo stati noi ad
amare Dio ma è Lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima
d'espiazione per i nostri peccati" (1Gv. 4,10).
"Noi amiamo Dio, perché Lui ci ha amato per primo" (cfr. 1Gv.
4,19).
IO HO SCELTO voi Da sempre siamo stati scelti: prima della creazione del mondo (cfr. Ef. 1,4).
E VI HO COSTITUITI Verbo usato nel Nuovo Testamento per l'elezione dei discepoli in vista di una missione nella Chiesa (cfr. 1Cor. 12,28; 1Tm.2,7). È importante! Nessuno è un'isola. Siamo nella Chiesa per l'evangelizzazione. D'altra parte l'elezione dice rapporto d'amore personale con Cristo. È l'amore di Lui che ci vivifica, prioritariamente ci costituisce persone.
PERCHÈ ANDIATE Scandisce la missionarietà. Ci chiediamo: in che modo andare? (Cfr. risposta in Mt. 10,7-33). RadicalitàèlibertàèGratuità nel dono del Regno. Necessaria consapevolezza che l'attuale cultura pagana di morte (imperialismo economico!) non può che opporsi alla cultura di vita e resurrezione. Per chi accoglie il messaggio: pace; per gli altri, il simbolismo dello scuotere la polvere come facevano i Giudei rientrando da contatti col mondo pagano.
PORTIATE FRUTTO Richiama l'immagine
della vite e i tralci. Come il tralcio dà frutto solo se rimane nella
vite, così è di noi. Si fruttifica nell'espansione personale e di coppia
solo rimanendo in Gesù (cfr. 15,4-5.8), cioè custodendo la sua Parola
pregandola e vivendola.
Gesù, Parola del Padre, ci offre una pista esistenziale:
TRE
"COME":
"Come
il Padre ha amato me così io ho amato voi" (v.9).
"Come
io ho osservato i comandamenti del Padre e rimango nel suo amore così voi
osservate i miei comandamenti e rimanete nel mio amore" (v.10).
"Come
io ho amato voi, amatevi gli uni gli altri" (v.12)
In questi tre "come" è il
segreto che Giovanni ci comunica perché, inabissati nell'amore, prendiamo
a vivere d'amore che è proprio quanto brama tutto il nostro essere. Solo
da questa profondità scaturisce pienezza di gioia, vera realizzazione
personale e di coppia.
"Vi ho detto questo perché la mia gioia sia in voi, e la vostra
gioia sia piena" (v.11).
La gioia di Gesù fruttifica in noi a misura del nostro rimanere in Lui,
assimilando quel "come" fino alle ultime conseguenze.
"Ecco il mio comandamento: che vi amiate come io vi ho amati"
(Gv.15,12). Come? fino a dare la vita. Ma attenzione! Se intendessimo
l'amore fraterno come la condizione per portare frutto, rimarremmo fuori
dal pensiero di Giovanni. L'amore
fraterno è già il frutto, perché la glorificazione del Padre
e la salvezza degli uomini s'incontrano proprio qui: nell'amore fraterno.
Ma quel frutto viene da un suo iter, proprio come il frutto sulla pianta:
UNIONE profonda a GESU'
(tralcio nella vite);
Tramite Lui UNIONE
col PADRE nell' ASCOLTO, nella RUMINAZIONE e nell' ASSORBIMENTO quotidiano
della Parola di Gesù ( quel "rimanere" tanto ripetuto!).
È dalla Parola che mi lascio quotidianamente persuadere a vivere il
"COME" di Gesù. È dalla Parola pregata e dai Sacramenti che
ricevo forza per realizzare quel "come".
Come Gesù ci ama? Infinitamente (mistero pasquale), perché ci ama come
il Padre ha amato Lui.
Il suo RIMANERE nel Padre e il suo amarci infinitamente è il compimento
di quello che il Padre vuole:"Mio cibo è fare la volontà di
Dio" (Gv.6). E il Padre ha voluto che Gesù desse la vita nel suo
piano di salvezza!
Come Gesù ci ama, siamo chiamati ad amare. In questo "COME",
dunque, è implicito il "dare" la vita nel nostro quotidiano.
Ma noi, da soli, ne siamo assolutamente incapaci!. Al contrario RIMANENDO
in Gesù, con la gioia dello Spirito fruttifichiamo il dono gioioso,
pacifico e colmo d'amore di noi stessi (cfr.Gal.5,22) per la forza dello
Spirito santo che ci è dato continuamente: un'energia divina che, se
crediamo, ci "costituisce" persone nuove e operative di novità
evangelica.
E IL VOSTRO FRUTTO RIMANGA In tal modo anche il nostro frutto può rimanere (è duraturo) nella quotidianità del dare tempo, energie, tutto. S. Agostino, non a caso, commenta:"Rimanga dunque l'amore: questo è il nostro frutto". Durarla nella pazienza di amare i fratelli percependoci infinitamente amati e salvati da Dio: questo è il RIMANERE di un frutto che è gioia, amore e pace nello Spirito santo (cfr. Gal.5,22).
Io tendo, come tutti, alla mia realizzazione personale. Ma sono profondamente convinto/a che tale realizzazione (nel superamento di tante paure, condizionamenti, ecc.) viene dal sapermi "scelto/a" perché "amato/a" da Dio nell'assoluta gratuità e infinitamente?
Ho consapevolezza che quanto più divento persona, cioè vivo il sapermi amato in termini di penetrazione, assorbimento personale della salvezza che mi viene da Gesù, tanto più sono disponibile ad amare Dio e i fratelli?
Quei "COME" (dei vv.9.10.12) dicono una corrente d'amore che è impeto di Spirito santo nella circolarità di una vita continuamente rigenerata che mi viene dal Padre in Gesù con potenza di Spirito santo perché io porti frutto di gioia-annuncio ai fratelli. Ci credo vitalmente?
Posso ripetere a lungo le parole del Sl.60 fino a entrare nella pace di tutto
l'essere:
"DIMORERO' nella tua tenda per sempre,
all'ombra delle tue ali troverò riparo"
Posso poi aggiungere:
Fammi rimanere unito a te come tu lo sei al Padre e
come lo sei con me.
In questo RIMANERE in te e nel Padre con lo Spirito santo io impari a
"respirare" amore,
fino a fruttificare amore nel rapporto con gli altri.