Gli oppositori di Gesù sempre più si accaniscono contro di lui. Egli invece
è sempre più determinato a rivelare con grande forza la sua identità di
inviato direttamente da Dio che non può ingannare.
Si cerca da parte dei capi di catturarlo. Sostanzialmente il motivo è uno:
la sua Parola smaschera le loro malefatte, la sua Persona è scomoda.
Inquiete domande sorgono tra la folla e fanno da sfondo alla sua incredibile
proclamazione: "Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, fiumi
d'acqua viva scaturiranno da Lui" Bisogna subito dire che solo uno
assolutamente pazzo o assolutamente Dio poteva arrivare ad affermare questo.
v.31 Molti credettero e dicevano: quando verrà il Cristo farà forse più miracoli di quanti ne ha fatti Lui? Tra i tanti non sono pochi quelli che si aprono a credere in Gesù. Credono ai suoi miracoli. Crederanno poi al suo mistero di morte e risurrezione? E' sufficiente credere ai miracoli? Al v. 30 è appena stato detto che "cercavano di catturarlo", ma nessuno gli mise addosso le mani, perché non era ancora venuta la sua ora. Si tratta di quella che Gesù stesso chiama "la sua ora": il punto vertice della sua avventura d'amore per il Padre e per noi: la glorificazione della croce e della risurrezione.
v. 32 I farisei ascoltarono la folla (…) e i sommi-sacerdoti e i farisei mandarono guardie ad arrestarlo L'accanimento contro Gesù però diventa sempre più pervicace e determinato: una cieca violenza di tenebre contro lo splendore di chi è la Luce.
vv.33-34 Disse Gesù: Ancora per poco tempo resto con voi, poi vado da chi mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete e dove sono io voi non potete venire. Gesù è persona pienamente realizzata perché possiede se stesso, ha in mano il suo destino: sa che sta per tornare al Padre che lo ha inviato. E denuncia la falsa ricerca realizzata dai farisei e dai capi. Lo cercano, ma senza convertirsi a Lui, al suo vangelo. Come possono trovarlo? Come possono andare là dove Lui va, nella gioia splendida dello "stare col Padre" per sempre?
vv. 35-36 Dissero dunque tra loro i giudei: "Dove mai sta per andare?" Insorgono le domande dei Giudei: un'inquietudine ottenebrata dal fatto che essi hanno interpretato in modo "terreno" le parole di Gesù. Sono ancora invischiati nella confusione di una ricerca terra-terra. Sono lontani dal cogliere il mistero e lo splendore della persona di Cristo.
v. 37a Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa… La festa delle capanne si protraeva per una settimana. Il settimo giorno era il più solenne. Al mattino si snodava la processione che dalla fonte di Siloe dove il sommo sacerdote aveva attinto acqua con un'anfora d'oro, giungeva al tempio. Ecco: con rito suggestivo, dopo che per sette volte i fedeli avevano girato intorno all'altare, l'acqua veniva versata col vino sull'altare degli olocausti. Si cantava il testo di Isaia: "Attingerete acqua con gioia alle fonti della salvezza" (Is 12, 3-6) L'atmosfera diventava incredibilmente carica di un senso religioso profondo e vibrante a causa della presenza di una moltitudine di fedeli.
vv.37b-38a Gesù, ritto in piedi, esclamò a gran voce: "Chi ha sete venga a me e beva" Si tratta di visualizzare la scena. Il Maestro di Nazareth si alza, forte di uno splendido vigore nello Spirito, nella solennità del momento. Anche in 12,44 Gesù grida a gran voce: "Chi crede in me, crede in Colui che mi ha mandato, chi vede me vede Colui che mi ha mandato. Io come Luce sono venuto al mondo". No, non è pazzo. Anche se la sua rivelazione oltrepassa ogni limite umano. All'uomo, che muore riarso nella sete dei suoi desideri e falsi bisogni, proclama non solo che è Lui la sorgente, ma che, aprendosi a Lui, chi crede potrà egli stesso sperimentare l'acqua viva nel cuore: per sé e per gli altri. Risuona con forza il tema biblico quanto mai suggestivo dell'acqua viva, tutto da rivisitare. "O voi tutti, assetati, venite all'acqua…porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrà la vostra anima (Is. 55, 13a) Cf. Ez. 47,1-2.12; Zc. 13,1;14,8; Sl. 78,15-16; Sl 42,3; Is.12,3 E' poi fortissima la correlazione con Gv 4,7-14 dove Gesù, seduto al pozzo di Giacobbe, rivela il senso dell'acqua viva alla peccatrice di Samaria.
38b Scorreranno dal suo intimo fiumi d'acqua viva. A noi che conosciamo il punto vertice della vicenda umana di Gesù, non riesce difficile cogliere in filigrana la scena del Calvario dove, dal costato aperto di Cristo, sgorgherà sangue ed acqua. E' anche chiara l'allusione a "Gesù nuovo tempio, Tempio da cui scaturiranno, per l'umanità intera, fiumi d'acqua viva" (G. Zevini) A questo punto non è difficile accorgerci che Gesù è davvero il cuore di tutta la storia: un cuore che, solo, ha tanta verità di amore da essere risposta a tutta la sete dell'uomo. Anche della mia.
L’uomo,
secondo S.Agostino, è “animale desiderante”. Non si può, è deleterio
sopprimere il vibrare in me del desiderio. Il cane, il gatto, il cavallo hanno
istinti, non desideri.
Con
loro abbiamo in comune “i bisogni”. Attenzione! La società dei consumi
tende a creare “bisogni fittizi” e a declassare i desideri in bisogni solo
materiali. Che cosa è il
“desiderare?” E’ il canalizzare le proprie energie in direzione di ciò
che è essenziale per la propria vita.
Desiderio non è quindi un “cieco impulso”, una “voglia matta”, ma è il tendere significativo verso ciò che più conta per la propria vita, per la realizzazione piena del proprio essere persona.La capacità di desiderare e la qualità dei desideri sono dunque segnati dalla libertà interiore della persona, dalla sua statura spirituale.
Ma esploriamo ulteriormente la natura del desiderio. Di solito il desiderio nasce da una situazione di non appagamento, dalla coscienza del limite, da un vuoto, e sospinge verso la sensazione opposta: quella dell’appagamento, della pienezza. Eppure scatta, a questo punto, un altro meccanismo. Il desiderio ingigantisce, nasce un’altra volta il senso di non appagamento. Allora bisogna chiedersi: la natura del desiderio che è quella di essere in continua tensione tra appagamento e nuovo senso di non appagamento, che cosa rivela? Ecco: la natura profonda e trascendente dell’uomo desiderante, la sua sete esistenziale, connotata da un’assoluta insaziabilità rivela chi siamo e a chi tendiamo. “Io sono il tuo filo d’erba assetato, o Dio “ esclamava S. Agostino, subito dopo la conversione.
Dopo queste considerazioni antropologiche la grande proclamazione di Gesù alla festa delle Capanne acquista tutta la sua forza di rivelazione per me, in una gran luce di gioia. Sì, Signore, io sono assetato. Io sono addirittura la sete: un groviglio di bisogni da cui far emergere i desideri (di verità, di bellezza, di bontà) Giungerò a poter esprimermi col salmista? Egli afferma: “Quando si agitava il mio cuore e nell’intimo mi tormentavo, io ero stolto (…) non capivo. Ma ora sono con te sempre, tu mi hai preso per la mano destra (…)Chi altri avrò per me in cielo? All’infuori di te, nulla desidero sulla terra” (Sl 73 (72), 23.25
Gesù è la sorgente d’acqua viva che mi disseta, mi pacifica, mi purifica e di continuo mi rinnova (cf l’acqua sgorgata dal suo costato al Calvario, insieme al suo sangue). Egli poi fa sgorgare anche dal mio cuore un’acqua di serenità, di gioia, di appagante bontà e comprensione per gli altri. Io sono i miei desideri, la mia sete. Gesù è la sorgente d’acqua viva. Senza di Lui inaridisco e muoio. Con Lui divento capace di donare vita.
Conosco i miei bisogni, quelli veri e quelli "indotti" dalle multinazionali e dalla pubblicità di quell'ipermercato che è la società in cui vivo?
Emergono in me i desideri? Quali?
Ho individuato l'insaziabilità nel desiderare, come sete di Dio?
E com'è la mia ricerca di Lui: come quella dei farisei e capi-sacerdoti che cercano male e non possono trovare?
Cerco Dio nell'adesione piena a Gesù e al suo vangelo oppure ho paura di lasciarmi coinvolgere pienamente e indugio a "bere" a "cisterne screpolate?" (Ger.2,13)
Visualizzo Gesù alla festa delle Capanne. Mi accoccolo ai suoi piedi. Gli dico (o gli canto) nel cuore: Io sono la sete: tu la sorgente. M'intrattengo a lungo e attingo acqua di pace, d'amore, di gioia. Posso scrivere una mia preghiera sul tema: "Io sono la sete. Tu: la Sorgente".