Luca 11,9-13

 

Il segreto di una vita colma di fiducia è la certezza che, se perseveriamo in preghiera, il Padre ci darà il dono per eccellenza: lo Spirito Santo.
Matteo nell'analogo brano (Mt 7,11) dice che il Padre, a chi prega, darà "cose buone". Più consolante e più incisiva questa dizione di Luca: "darà lo Spirito Santo" che è la realtà buona per eccellenza.

Il capitolo 9 è contrassegnato dall'insegnamento di Gesù sulla preghiera. Dopo averci consegnato il Padre Nostro, la formula per eccellenza di preghiera, Gesù vuole persuaderci dell'enorme importanza che ha il perseverare in esercizi e atteggiamento di preghiera.
Così ci narra la parabola dell'amico importuno che, di notte, ottiene i pani di cui ha necessità a causa della sua fiduciosa insistenza. E, subito dopo, con questo brano rafforza sia la fiducia nel Padre celeste che dà lo Spirito Santo a chi glielo chiede, sia la necessità del perseverare.

3 nuclei narrativi

vv. 9-10 E' giocato sull'alternanza dei verbi correlati tra loro.

vv. 11-12 Si tratta di una paraboletta: un padre terreno non potrebbe dare cose cattive anziché quelle buone che il Figlio gli chiede!

v. 13 Si deduce che ben più di lui (la cui paternità è solo pallida e inquinata immagine di quella di Dio) il Padre dei cieli, infinitamente buono, è disposto a dare il dono per eccellenza: lo Spirito Santo.

N.B. Nel testo sono 9 le parole che indicano il desiderio (5 volte "chiedere" e due volte ripetute "cercare" e "bussare").
Per indicare il "dono" di Dio sono invece 11 le parole (6 volte "dare" e due volte ripetute "scovare" e "essere aperto", più una volta "prende").
Ciò significa che l'uomo è tale in quanto desiderio, inquieta sete di Dio, ma Dio nel suo infinito donarsi, è ben più grande dello stesso desiderio-sete-bisogno che l'uomo ha di Lui.

"Chiedete". E' indispensabile chiedere, non però come i pagani che credono di ottenere a forza di parole (cfr. Mt. 6,7) con atteggiamento materialistico e magico. Dio è Amore che si dona. La sua gioia è di essere richiesto per dare in pienezza a chi è consapevole di poter ricevere tutto da Lui. Gesù si rammarica: "Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete" (Gv. 16,2-4).

Che cosa chiediamo? In genere quello che soddisfa i nostri bisogni-desideri. Al Padre interessa educarci alla consapevolezza del nostro bisogno essenziale che è quello di sentirci figli suoi e vivere da figli. La società consumista tende a tacitare nell'uomo proprio questo bisogno di Dio. Di qui il pensare che la preghiera è inutile.
Il bisogno-desiderio di Dio connota l'uomo distinguendolo dall'animale. E' con questo desiderio che l'uomo si riconosce più grande di tutto, perché solo Dio può colmare la sua sete d'infinito.
Sì, l'uomo è sete d'infinito. E il dono? E' l'infinito Amore: lo Spirito Santo!

"Chiedete e vi sarà dato". Chiedere è al presente. L'esaudimento è al futuro. Fintanto che il chiedere riguarda desideri relativi o meschini, Dio purifica e protrae il dono; intanto però ce ne rende capaci.

"Cercate e troverete". Si chiede avendo capito che il Padre - Solo Lui - può soddisfare il "bisogno". Si cerca sapendo che il Padre, la sorgente d'ogni dono, è ancora nascosta. Non è però Dio che si è nascosto. E' l'uomo che si è nascosto a Dio. Tutta la Bibbia è la storia di un Dio che cerca l'uomo. Quando l'uomo si lascia trovare, a sua volta diventa realmente un cercatore appassionato di Dio. Cfr Cantico dei Cantici: "Voglio cercare l'amato del mio cuore" (3,1-3;5,6 ecc.). Cfr. "Il cercatore di perle" in Mt. 13,45.

"Bussate e vi sarà aperto". In realtà è Dio che, per primo, sta alla porta e bussa (cfr. Ap. 3,20). Egli dice: "Aprimi sorella, mia sposa, perché il mio capo è bagnato di rugiada" (Ct. 5,2).

"Perché chiunque chiede, prende" (così nel testo originale).
Nel v. 9 "sarà dato" e "troverete" sono verbi al futuro, qui usa il presente. Il senso è questo: il dono ,solo dopo richiesta e ricerca, viene dato. Il pane, invece, (essendo una chiara allusione all'Eucaristia), lo si prende ORA, perché ci sostenga nel cammino della vita.

Cogliamo il senso delle immagini a forte contrasto:

"PANE-PIETRA" Cfr. la prima tentazione di Gesù nel deserto (4,31) Dio sembra, a volte, condurci in un deserto di pietre. No! Egli è la "roccia" della nostra salvezza. E ci dà ora se stesso come "Pane vivo disceso dal cielo" (cfr.Gv 6) nell'Eucarestia.

"PESCE-SERPE" Il serpente è il nemico (cfr. Gen. 3): subdolo e menzognero, tende a colpire l'uomo infondendogli paura di Dio. Il "pesce" è Cristo, l'amico che "vive" anche dopo essersi immerso nelle acque profonde della morte per nostro amore.

"UOVO-SCORPIONE" L'uovo è realtà da cui germina vita. Lo scorpione è un'espressione di vita con in coda il veleno. "Per paura della morte (termine d'ogni vita terrena) erano soggetti a schiavitù per tutta la vita" (Eb 2,5).
E' il pane dell'amico (la sua morte, resurrezione e dono dello Spirito Santo) che ci libera dalla paura della morte e ci dà di vivere la libertà dei figli di Dio.

"Se voi che siete cattivi" Siamo gente segnata dal peccato (originale e nostro); eppure il nostro essere a immagine di Dio, "segnati" anche e soprattutto dal bisogno (spesso inconsapevole o disatteso) di Lui, fa sì che la nostra paternità o maternità, per quanto scadente, sia un'ombra della sua.

"Darà lo Spirito Santo" (in Mt. 7,11: "cose buone"). Lo Spirito è il dono per eccellenza, dunque il principio di ogni cosa buona che può venirci data con Lui. E' in forza dello Spirito Santo che realizziamo noi stessi, la nostra vera identità di figli nel Figlio, ma senza preghiera come otterremo lo Spirito Santo?

Chi prega è davvero uno che chiede, cerca, bussa perché ha coscienza di due realtà: l'infinita munificenza del Padre celeste e la propria assoluta indigenza di "creatura". Senza "l'acquisizione dello Spirito Santo" (come diceva S. Serafino di Sarov), senza la sua energia che ci dà di vivere la Parola di Gesù e di portare frutti in Lui come il tralcio unito alla vite (cfr. Gv. 15), non è possibile un' autentica vita cristiana.

Chi prega diventa sempre più cosciente che le ali dei suoi desideri più veri e più grandi sono la sete di Dio, il bisogno di amore, del dono di sé, la ricerca di gioia e pace rinnegando l'egoismo, ma sa pure che la concreta possibilità di volare viene solo dal Padre, che concede il dono dello Spirito a chi glielo chiede con fede.

Chi prega sa che tutto il creato è come l'anello di fidanzamento da parte di Dio all'uomo, tutto il visibile è pegno del DONO per eccellenza che è Lui stesso. Proprio dandoci lo Spirito Santo il Padre ci consente di capire fino a che punto ci ha amati: fino a darci il figlio Gesù. Lo Spirito poi ci abilita, con la sua luce e forza, non solo a penetrare la Parola del Signore ma a viverla.
Che posto occupa la preghiera nella mia vita? Nella vita della coppia? Chiedo soprattutto lo Spirito Santo?

Prego il Sl.62a, salmo della grande sete di Dio!

Nella quiete canalizzo i miei desideri nell'unico desiderio del Regno di Dio E poi prego:
"Signore, il tuo regno non è cibo e bevanda,
ma giustizia pace e gioia nello spirito Santo (Rom. 5,11).
Dammi il Tuo Spirito, e il Tuo Regno sarà in me e io mi realizzerò secondo il tuo progetto.