Luca 19,1-10

 

Si tratta di un racconto mirabile che ci è offerto solo dall'evangelista Luca e realizza la profezia che Gesù pronuncia all'inizio del suo ministero: "Sono venuto a proclamare un anno di grazia del Signore (cfr. Lc.4,16-21). Zaccheo chiamato a conversione è l'uomo nuovo, a causa della grazia-misericordia che Gesù è venuto a portare. Interessante è "visitare" altri brani dove la conversione è apportatrice di questa novità e gioia. In Lc.15,20 il padre misericordioso che "corse incontro al figlio prodigo "gli si gettò al collo e lo baciò". In Lc.7,36-50 Gesù che usa un tratto di grande benevolenza per la donna che Simone e i commensali disprezzano. In Lc.18,9-14 Gesù esalta il pubblicano pentito. In Lc.5,27-32 è descritto Gesù che siede a tavola con molti peccatori. In Lc.23,39-43 "Oggi sarai con me in paradiso" è la promessa salvifica al ladrone pentito. Luca è attentissimo al tema della conversione. Coglie sulle labbra del Battista l'invito pressante: "Fate opere di conversione (3,8) e scrive a proposito di Gesù mentre sta per salire al cielo che "nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono" (24,47).

Il racconto è posto alla fine del viaggio di Gesù verso Gerusalemme, dopo la profezia che il Signore stesso fa della sua morte e della sua resurrezione (del tutto incompresa!) e dopo l'incontro col cieco a cui riapre gli occhi, mentre sta per arrivare a Gerico, la città in cui incontra Zaccheo. 

7 nuclei narrativi si snodano dentro una narrazione avvincente e persuasiva.

v. 1 Gesù entra in città e l'attraversa.

vv. 2-4 E' descritto Zaccheo soprattutto nei suoi tratti negativi: · capo dei pubblicani (peccatori per corruzione e collaborazionisti con l'oppressore). Dunque, se ne è il capo, risulta… "arcipeccatore". · Ricco nell'accezione biblica di attaccato al denaro, non solo "possidente". Vediamo però che questo peccatore è abitato da un'ansia, un desiderio, un'aspettativa: vedere Gesù. Qualcosa in lui si muove verso la luce.

v. 5 "Zaccheo scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". E' la Parola chiave per capire come l'iniziativa portante è di Gesù. E' così sempre. In ogni dinamica di conversione.

v. 6 Riporta la risposta di Zaccheo. "In fretta" traduce il verbo greco "affrettandosi". E' lo stesso verbo usato nel descrivere Maria che va in fretta (=sollecita perché mossa dallo Spirito), non "frenetica" com'è d'uso nella vita odierna. L'accoglienza di Zaccheo piena di gioia evoca le parabole della perla e del tesoro. Gioia come grande scommessa per chi sceglie di stare dalla parte di Gesù e ha il coraggio di "buttare" quel che è d'impedimento.

v. 7 Ecco il mormorare bolso e acrimonioso anche della folla chiusa nella sua critica debitrice della logica mondana che incontriamo in Lc.5,20 e Lc.15,2 a proposito del non darsi pace, da parte degli scribi e farisei, perché Gesù siede a mensa coi peccatori e parla con loro.

v. 8 Scatta qui la decisione di Zaccheo che, folgorato dalla presenza di Gesù non solo dentro la sua casa ma nel suo cuore, decide di convertirsi e ne pone subito concretamente i gesti: la restituzione di quanto ha rubato e una più equa e generosa ridistribuzione dei suoi averi.

v. 9 Gesù conclude inneggiando alla salvezza: un termine ricchissimo, soprattutto nel N.T. Basta ricordare che nel solo "Benedictus" Luca, per bocca di Zaccaria, lo esalta per ben tre volte . "Il Signore ha suscitato per noi una salvezza potente" (cfr. 1,69), "ci ha dato salvezza dai nostri nemici" (1,71) "Colui che sorge come sole darà la conoscenza della salvezza per la remissione dei peccati" (cfr. 1,77). Conclus.

v.10 Qui troviamo l'autocoscienza di Gesù. Egli sa bene di essere Lui il Salvatore, la Salvezza venuta a cercare e a salvare ciò che era perduto.

In ordine di quelle coordinate di cui sopra notiamo 3 espressioni-chiave. Le cogliamo nel loro significato universale. Sono dunque dette anche per me.

"Oggi devo fermarmi a casa tua". Gesù vive l'urgenza del suo essere venuto a salvare. Basta un minimo di disponibilità ad accoglierlo e Lui viene (cfr. Zaccheo che è salito sull'albero sfidando, forse, il dileggio dei circostanti).

"scese e lo accolse, pieno di gioia" (v.6).L'incontro con l'affabilità di Gesù, il fare esperienza del suo amore, cambia il cuore di Zaccheo e lo colma di gioia. Bisogna però scendere dall'albero. Si tratta di scendere nelle profondità del cuore. Restare nella superficialità ed esteriorità rovina la vita spirituale.

"Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto" (v.10). Questa è l'espressione chiave fondamentale. Tutto corre verso questa affermazione rivelatrice del Padre, del suo cuore che si manifesta in Gesù: in tutto ciò che ha operato e insegnato e che è all'insegna della misericordia. "C'è più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (15,7). "C'è gioia davanti agli Angeli di Dio per un solo peccatore che si converte" (15,10). Gioia di Dio e gioia di chi si converte a causa dell'Amore-Misericordia. E' il segreto della fede vera.

 La conversione, da parte di Zaccheo, è "chiudere" con un passato d'ingiustizia, di egoismo e d'insensibilità al prossimo. Il suo cuore cambia e subito cambiano i rapporti: con la roba e con le persone.
Ma - attenzione!- non è un cambiamento faticosissimo, pesante, mozzafiato. Perché la leva di tutto è l'incontro con Gesù e, in Lui, col Padre, il Dio vero, il Padre-Madre che è misericordioso e ci chiama ad essere misericordiosi (cfr. Lc. 6,36).

Qual è la mia immagine personale di Dio? Ho coscienza che, nato/a col peccato originale sono dentro il contesto di una cultura che, nel suo fondo, è restata un po' pagana? Ho ben aperto gli occhi sul fatto che è la cultura della paura di Dio? L'impressione di essere colpito da Dio e da Lui dimenticato, di venir castigato nelle mie sofferenze a volte attecchisce in me?

Decido di passare dalla paura di Dio al "santo timor di Dio", con tutte le conseguenze del caso. Quale rapporto dunque instauro con le persone cominciando da chi mi è accanto, col denaro e con la roba? Quale parte ha la giustizia (anche come riconoscimento dei miei sbagli) e quali la gratuità nei miei rapporti? E quale apertura c'è nel mio cuore alla gioia della misericordia dentro il mio cammino di conversione?

Dimoro nella gioia di un Dio che anche ora mi sta cercando. Discendo nelle profondità del cuore. Mi rendo "accogliente" della presenza di Gesù e canto nel cuore il suo amore misericordioso. Decido, col suo aiuto, di fare chiarezza sul modo di rapportarmi con le persone e sul modo di gestire ciò che possiedo. Tutto questo, mentre chiedo a Gesù di afferrarmi in profondità e di concedermi la gioia di rispondere al suo amore convertendomi a vita nuova.