Beati i puri di cuore perché vedranno Dio (Mt. 5,8)

 

Questa possiamo chiamarla "beatitudine della trasparenza". Si potrebbe anche tradurre: beati i limpidi nel loro cuore perché essi entreranno nell'intimità con Dio. E ancora: "Beati quelli che sono sinceri nel cuore, perché saranno sempre in presenza di Dio". Oppure: "Beati i semplici di cuore perché saranno in comunione con Dio".

Anzitutto vediamo il senso della beatitudine in riferimento al cuore. Si tratta di capire che, per la Bibbia, il cuore è il centro della persona: quel luogo profondo in cui la persona esplicita non solo la sua capacità di sentire profondamente ma di rendersi responsabile circa la propria vita, di prendere le sue decisioni in ordine a sé e a quel mistero di Dio che, nel più profondo, la abita. A volte il termine cuore è sostituito da quello di "coscienza" o di "interiorità. Si tratta dunque sempre di una limpidezza non affidata solo a comportamenti esteriori e a un sentire superficiale, spesso indotto dagli umori del gran mercato che è la cultura oggi dominante

Approfondiamo ora il termine "puri " (katharos). Nell'originale greco significa puliti in contrapposizione a sporchi. Deduciamo che la Beatitudine tratta dunque di una "pulizia " che è interiore all'uomo. Sembrerebbe dunque che non siano credibili quegli esegeti che vedrebbero la purezza qui esaltata solo nel campo della sessualità. Chiariamo dunque il senso "visitando" altri testi.

Anzitutto il salmo 24, tra gli atteggiamenti richiesti a chi entrando nel tempio si avvicina a Dio, include questo della purezza di cuore :"Chi salirà il monte del Signore?(…) chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronuncia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo" (Sl . 24,3-4).

Il salmo 50, 12 dice:" Crea in me o Dio un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo". Dal contesto in cui il Re Davide confessa con grande contrizione il proprio peccato, emerge una realtà tanto consolante: il cuore puro non è solo quello che non è mai caduto nella colpa, ma anche quello che Dio, nella sua grande misericordia, ha rifatto nuovo. Il peccato già nell' A. T. è sempre una forma di idolatria. Ti "attacchi" in forma possessiva ad una persona, a denaro, a roba, alle tue stesse idee? Sei "inquinato" dall'idolo che ha preso possesso di te; dunque non sei puro nel cuore. Isaia evidenzia perché ciò avviene:" Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me" (29,13).

Nel Vangelo leggiamo: " Non c'è nulla fuori dell'uomo che possa contaminarlo. Sono invece le cose che escono da lui a contaminarlo. Dal cuore provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le immoralità, i furti, le false testimonianze, le calunnie" (Mt. 25,19). E' dunque nel cuore la "sporcizia" del peccato che qui si articola - da notarsi!- in sette atteggiamenti di "ingiustizia" verso il prossimo. E sono tali da essere, in qualche misura, un attentato alla pienezza di vita a cui l'altro ha diritto (vita fisica, coniugale, sessuale, economica, familiare e sociale).

Del cuore puro parlano anche S. Paolo e S. Pietro . Secondo S. Paolo l'amore sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza, da una fede sincera (cfr. 1Tm. 1,5a e 2Tm. 2,22). Secondo S. Pietro l'amore reciproco è possibile come realtà sincera e intensa all'insegna del cuore puro: "Per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, con cuore puro, gli uni gli altri" (1Pt. 1,22).

 

Perché vedranno Dio. E' "il nocciolo" della beatitudine. Sarò beato, cioè felice, quando, essendo puro nel cuore, vedrò Dio. Per penetrare questa espressione è bene ricordare che, nella lingua ebraica, si dice "vedere la faccia", Vedere dunque la faccia di Dio, significa vivere alla sua presenza e goderne l'intimità. Nell'A.T. cogliamo due linee:

Una afferma l'impossibilità di vedere Dio, pena il morirne, perché Dio abita in una luce e in una maestà inaccessibili. "Tu non potrai vedere il mio volto perché nessun uomo può vedere il mio volto e restare in vita" (Es. 33,20;cfr. anche Lv. 16,2 e Num. 4,20 ).

L'altra linea, invece, presenta alcuni personaggi che lo hanno visto, sia pure in modo misterioso: Abramo, Giacobbe, Mosè.Nel N.T. Gesù non esita a dire che chi vede Lui vede il Padre, cioè Dio (cfr. Gv .14,9). Dice ancora che là dove sono due o tre riuniti nel suo nome, lui è presente (Mt. 18,20). S.Paolo e l'autore della Lettera agli Ebrei affermano che Gesù è l'immagine del Dio "invisibile" (Col. 1,15; cfr. 1Tm. 1,17; Eb. 11,27). San Giovanni ci fa cogliere il rapporto stretto tra la purificazione del cuore da realizzare lungo la vita e la pienezza di gioia che avremo dopo. "Quando Egli si sarà manifestato noi saremo simili a Lui perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui purifica se stesso, come egli è puro" (1Gv. 3,2b-3). Già l'israelita giusto e puro desiderava con cuore ardente di vedere Dio. E ciò è intensamente espresso dai salmi: "Quando vedrò il volto di Dio?"(Sl. 42,3). "Di te ha detto il mio cuore: cercate il suo volto; il tuo volto, Signore, io cerco" (Sl .27,8). Questa è, in fondo, la sete lancinante di ogni uomo: ne sia consapevole o no. E se è vero che solo dopo questa breve e accidentata vita terrena "I suoi servitori…vedranno il suo volto e il suo nome sarà sulla loro fronte…" (Ap. 22,3b-4), è altrettanto vero che già qui, in questa vita, si può "percepire" qualcosa della grande Presenza di Dio, nella misura in cui si illimpidiscono gli "occhi del cuore", cioè le intenzioni del nostro agire. A chi cerca, in tutti e in tutto, di piacere a Dio, a chi vuole solo la sua volontà, Egli in qualche modo si rivela. La trasparenza di un cuore purificato rende trasparente il Signore, pur nella profondità del mistero che lo circonda, così come circonda tutti e tutto.

Confrontando la beatitudine del cuore puro con la ricchezza di altri testi biblici sullo stesso tema non è difficile arrivare a capire che l'ambito della purezza di cuore è ampio e profondo e abbraccia quel tendere alla ricerca amorosa limpida e fedele della volontà di Dio, in cui si semplifica unifica e realizza la nostra vita. E' proprio qui: in questo desiderio di aderire in piena volontà di amore alla volontà di Dio-Amore che si realizza la promessa "vedranno Dio". Oggi, certo, si realizza in speranza, perché siamo costituzionalmente incapaci, per ora, della piena visione, possibile soltanto quando saremo nella Gerusalemme celeste. Però ai puri di cuore, a quelli che sono limpidi nel cercare solo la gloria di Dio, ai semplici nella loro interiorità pacificata - appunto - dalla volontà di aderire in tutto alla Volontà di Dio, il Signore dona una certa esperienza del Suo mistero. Nel silenzio del proprio cuore in preghiera, nella Liturgia e nell'ascolto della Parola di Dio come nella quotidianità dell'ascolto dell'altro, dell'amarlo e servirlo, nel diuturno lavoro come nelle pause di riposo, a chi vive questa beatitudine non sarà negata la grazia di percepire la Presenza di Dio, di contemplarlo, avvertendo l'amore di Cristo crocifisso e risorto.

Sono convinta che la gioia sta di casa in un cuore puro, e so anche impegnarmi sacrificando (nel pensiero come nell'agire) quello che intacca e inquina la limpidezza della mia coscienza?

Mi accosto sovente al Sacramento della riconciliazione per vivere la gioia del perdono che libera dentro di me le energie di un'autenticità di vita spiritualmente sana, perché è vita intenta sempre a realizzare ciò che piace a Dio?

Quando Dio mi sembra lontano e mi sento arido, forse tentato anche nei momenti di preghiera, so mettermi in discussione? So cogliere il rapporto che esiste tra l'essere pacificato in Presenza di Dio e il cercare seriamente di essere in pace col partner, coi figli, coi genitori e suoceri, coi colleghi?

So che durezza di cuore orgoglioso e inquinamento interiore sono la stessa cosa?

Do un tempo preciso di preghiera alle mie giornate e inizio a pregare con un atto di riconoscimento del mio essere peccatore e una mia umile richiesta di perdono, perché lo Spirito purifichi il mio cuore prima di entrare in dialogo con Dio?

Mi libero dalla smania di desiderare che tutti mi stimino e parlino bene di me, accettando semplicemente e gioiosamente di essere (coi miei pregi e limiti) quello che sono davanti a Dio?

Passerò del tempo in consapevole, umile e gioiosa presenza di Dio, davanti a Gesù eucaristico o nella natura, ripetendo sul ritmo del respiro e sul battito del cuore: Crea in me o Dio un cuore puro.