13 MARZO 2022 – II DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

13 Mar 2022

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«28Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme»

Lc 9,28-31

Come vivere questa Parola?

Sta per iniziare il cammino di Gesù verso Gerusalemme. Verso la sua Passione e morte. Quasi a confortare i suoi più intimi, il Maestro li porta con sé sul monte e gli mostra la sua gloria. E’ sul monte, luogo di preghiera, che avviene la trasfigurazione del suo volto. Completamente immerso nell’intimità col Padre, Gesù anticipa ai discepoli la luce sfolgorante del Risorto. A questo momento di profonda emozione partecipano pure due “uomini” Mosè ed Elia di cui Luca riferisce il contenuto della conversazione. Parlano dell’esodo che Gesù sta per compiere a Gerusalemme. Il termine “esodo”, cioè “uscita, partenza”, evoca l’Esodo biblico ed è anche sinonimo di morte, quindi si può intenderlo come il mistero pasquale che Gesù sta per attraversare. C’è un’obbedienza a un disegno divino e l’imminenza del suo compimento. Il verbo “compiere”, legato alla città santa Gerusalemme, appare il centro della storia della salvezza. C’è un disegno che sta per compiersi, ma che affonda le sue radici nell’AT e si identifica con l’esodo del popolo di Dio. La gloria di Gesù è strettamente collegata alla sua passione. Si tratta dunque anche di un anticipo di sofferenza, ma Pietro, facendosi pure voce degli altri, coglie soprattutto l’estasi di quel momento ed esprime il desiderio di rimanere per sempre sul monte. “Facciamo tre tende”! A tale richiesta risponde la voce del Padre: “«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Non è il caso di rimanere sul monte, ma bisogna riconoscere la gloria di Gesù e al tempo stesso la sua chiamata alla passione. Bisogna seguirlo, ascoltando le sue parole. C’è un grande messaggio anche per noi, oggi: nei momenti di sofferenza e sconforto c’è comunque la certezza della presenza di Gesù, l’eletto del Padre che ha promesso di rimanere con noi fino alla fine dei tempi.

O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, guidaci con la tua parola, perché purificati interiormente, possiamo godere la visione della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen (Colletta della liturgia odierna)

La voce di un Teologo Poeta

Il volto di Dio che la mia oscurità desidera

il volto di Dio chi me lo saprà dire?

E’ un altare nascosto da troppe stelle.

Forse con occhi di bambino,

luminosi come la neve, riusciremo finalmente a cogliere il volto di Dio?

 

J. Vuaillat

Teologo Poeta

Commento di Sr Graziella Curti FMA

vicaria.bonvesin@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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