DALLA PAROLA DEL GIORNO
«C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento».
Luca 23,50-56
IL RE DORME
Si è fatto silenzio su tutta la terra: oggi il nostro re dorme.
È il sonno del seme che germoglia.
Il re dorme
e il Padre lo riveste,
lo cinge di potenza
e di forza.
Il re dorme
e lo Spirito danza sul suo corpo di uomo.
È la danza della vita
sull’abisso della morte.
Il re dorme
ma si sveglierà danzando
e sarà l’aurora.
Lui che è il grembo di ogni cosa in cielo,
in terra e in mare.
Lui che ha partorito l’universo nel dolore,
lo farà sua sposa…
e danzando e guardandosi negli occhi
insieme canteranno: “sono in te tutte le mie sorgenti”.
“Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio. È il giorno del grande silenzio, e tuttavia è proprio in questo silenzio che Dio è all’opera.”
(Joseph Ratzinger / Benedetto XVI)
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