DALLA PAROLA DEL GIORNO

Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete»

Mt 7,15-20

Come vivere questa Parola?

Il versetto che oggi la liturgia ci propone come canto al Vangelo “Rimanete in me e io in voi, dice il Signore; chi rimane in me porta molto frutto”, è tratto dal discorso che Gesù rivolge ai suoi discepoli nell’ultima cena. Gesù esorta i suoi a rimanere uniti a Lui come i tralci alla vite. L’immagine della vite e dei tralci è molto eloquente per esprimere quanto sia necessario per il cristiano vivere in comunione con Dio e portare frutto, un frutto buono. Il frutto porta necessariamente all’albero. “Ogni albero buono produce frutti buoni” È cominciata da poco l’estate, stagione dei frutti, tempo di raccolta. Forse qualcuno ha fatto l’esperienza della raccolta, dello scegliere un frutto da un albero. Benché il tempo sia arrivato, non tutti i frutti maturano allo stesso tempo, alcuni richiedono più cure, più attesa. Occorre toccali con delicatezza, con la punta dei polpastrelli per sentirne la consistenza e scegliere se staccarli o meno. Forse alcuni è bene staccarli e gettarli.

Oggi mi concedo un tempo di riflessione per pensare al mio albero. Quanto ti sei preso cura di lui perché porti frutti buoni di vita per molti? Quante volte lo hai innaffiato? Quante volte lo hai potato perché portasse più frutto? Quante volte hai gettato fertilizzante per far crescere molti più frutti e più velocemente? Quante volte hai staccato i frutti sapendo che non era ancora giunto il momento?

La voce di un cantautore

“Lo chiederemo agli alberi, come restare immobilifra temporali e fulmini, invincibili. Risponderanno gli alberi che le radici sono quie i loro rami danzano all’unisono verso un cielo blu”.

(Simone Cristicchi, Lo chiederemo agli alberi)

                                                     

 Commento di Sr Vilma Colombo FMA

direttricesanbiagio12@gmail.com 

  

                                                                     

 

 

 

 

 

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