DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Allora Gesù disse loro: “Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”. Pietro gli disse: “Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai”. Gli disse Gesù: “In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti i discepoli. Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà”. Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.»
Mt 26,14-27,66
Come vivere questa Parola?
La liturgia di oggi ci fa entrare bruscamente nel cuore della fede: dalla gioia dell’ingresso a Gerusalemme alla drammaticità della Passione. È come se ci venisse chiesto di non restare in superficie. Anche nella nostra vita spirituale spesso ci fermiamo alle emozioni: momenti belli, preghiere sentite, entusiasmo… ma poi, quando arriva la fatica, qualcosa si incrina.
La Passione è uno specchio realistico dell’uomo: Giuda tradisce, Pietro rinnega, Pilato evita di scegliere, la folla cambia idea. In ognuno di loro possiamo riconoscere qualcosa di noi. Non è un racconto lontano: è la nostra storia. Ci sono momenti in cui scegliamo il bene, e altri in cui scappiamo, rimandiamo, ci adeguiamo.
Gesù però non reagisce con forza, ma con fedeltà. Non salva sé stesso, ma ama fino alla fine. Questo è il punto che cambia tutto: la vera forza non è dominare, ma restare nell’amore anche quando costa. Questo illumina anche le nostre situazioni concrete: relazioni difficili, incomprensioni, sofferenze.
La speranza nasce qui: non nella nostra coerenza, ma nella sua. Anche quando noi cambiamo, Lui resta.
Signore Gesù, non voglio restare alla superficie.
Donami il coraggio di seguirti fino in fondo, anche quando la strada passa dalla croce.
La voce di un monaco fondatore
“Seguire Cristo significa entrare nella logica del dono, anche quando essa sembra perdente agli occhi del mondo.” (Enzo Bianchi – Il pane di ieri)