DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse:
«Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura».»
1Re 8,10-12
Come vivere questa Parola?
Il primo libro dei re ci racconta il trasferimento dell’Arca dell’Alleanza a Gerusalemme; allora il tempio si riempie della nuba oscura del Signore e i sacerdoti non possono compiere il servizio liturgico. Questo è molto interessante. Il sacerdozio è un servizio di mediazione tra Dio e l’uomo, sembrerebbe necessario soprattutto quando Dio ci sembra più lontano; difatti se siamo in totale unione con Dio il sacerdozio non è più necessario. In questo brano il servizio sacerdotale viene sì sospeso, “fermato”… quasi mandato fuori dal tempio non perché c’è un eccesso di luce ma perché c’è un buio, una nube oscura che non lo permette. Questa nube è il segno per eccellenza della presenza di Dio. E quindi? Questo può voler dire che – forse – proprio nei momenti più oscuri in cui siamo, Dio è lì accanto a noi, magari dentro di noi… anche se facciamo fatica a vederlo. E quel buio forse è un invito, l’invito a cercarlo più profondamente ancora e fidarsi di Lui solo.
La voce di un Santo e Dottore della Chiesa
“Guidami Tu, Luce gentile,
attraverso il buio che mi circonda,
sii Tu a condurmi!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
sii Tu a condurmi!
Sostieni i miei piedi vacillanti:
io non chiedo di vedere
ciò che mi attende all’orizzonte,
un passo solo mi sarà sufficiente.
Non mi sono mai sentito come mi sento ora,
né ho pregato che fossi Tu a condurmi.
Amavo scegliere e scrutare il mio cammino;
ma ora sii Tu a condurmi!
Amavo il giorno abbagliante, e malgrado la paura,
il mio cuore era schiavo dell’orgoglio;
non ricordare gli anni ormai passati.
Così a lungo la tua forza mi ha benedetto,
e certo mi condurrà ancora,
landa dopo landa, palude dopo palude,
oltre rupi e torrenti, finché la notte scemerà;
e con l’apparire del mattino
rivedrò il sorriso di quei volti angelici
che da tanto tempo amo
e per poco avevo perduto”.
(Newman – In mare, 16 giugno 1833)