Al termine della stagione 2021/22 dei Percorsi di Luce, Michele ha voluto consegnarci una sua testimonianza, densa di sincerità.
Grazie Michele, ci vediamo presto!

Ho iniziato percorsi di luce, per rispondere agli, insistenti, inviti di Suor Monica e Suor Vilma.

Ho iniziato percorsi di Luce, ad oggi, con la consapevolezza di aver iniziato un cammino nella piena ipocrisia.  Nella convinzione di sapere chi ero, dove ero e cosa facevo, e che ero li per dare conferma a risposte che già avevo.

Ho vissuto i primi incontri passivamente, tenendomi fuori dalla carreggiata, fermo, impassibile. 

Nel rimettermi in carreggiata mi imbatto in personaggi, che per mera semplificazione “classificherò” in due gruppi.

Il primo gruppo formato dalla mia adorata “vedova” che una mattina con molta irriverenza mi chiese di accompagnarla al tempio, ed insieme alla sua richiesta arriva anche la mia necessità di spogliarmi di tutto quello che non ero, e la necessità di donare tutto quel poco che avevo, un poco fatto di paure, di insicurezze e di dubbi ma il tutto che in quel momento avevo. Camminando insieme, per raggiungere la prima tappa, a noi si aggiunge Pietro, un tipo buffo, che con una forte irruenza ci ha tenuto moltissimo a farmi vedere in che modo ci assomigliassimo, in che modo abbiamo vissuto le stesse paure e gli stessi dubbi.

Il secondo gruppo, fatto da persone meno invadenti ed eccentriche ma con una spiccata unicità è quello che in questo breve cammino più mi ha sostenuto e “soccorso”.  Il vero percorso con loro inizia da un me vuoto, da un me immerso in un infinito senza tempo, senza spazio e senza identità. Con loro inizia il vero cammino di discesa in me stesso, per vedere il fondo, non per sprofondarci ma per fondarci delle basi. I miei primi passi di vita con loro iniziano contemporaneamente con una conferma, arrivatami da un piccolo angelo, che nel momento in cui ho scelto di spogliarmi di tutto, arriva lei con la sua vocina che per la prima volta prova a dire il mio nome. In quel momento è arrivata la mia prima conferma, il primo passo, la prima certezza, che il mio cammino era iniziato sentendomi dire quel nome, il mio, che mi ha ridato l’identità. I passi successivi li devo tutti a loro: ad Ama, Ilaria, Adriano, Fabrizio, Benedetta, Marcela,  Caterina, Matteo, Giovanni, Lorena, Maila e Diego, Francesca, Francesco, Claudio, Ieva, Damiano e Myriam.

Grazie a loro ho capito quanto è bello donarsi alle persone, servirle, quanto è bello guardare le paure in modo da fare più spazio alla speranza e alla luce. Grazie a loro ho scoperto quanto è bello scoprire l’infinito dentro me, e ricercare continuamente il modo e le persone con cui volerlo riempire, per metterlo in contatto con l’infinito fuori di me.

Grazie a loro ho scoperto la mia volontà di camminare da solo, ma

 anche di come è più bello voltarsi da qualsiasi parte della strada e vedere che con te, ci sono loro, chi un passo indietro per lasciarti la libertà, chi un passo avanti per tenderti la mano nei tratti più ripidi, proprio come fa il nostro amico più caro ci ha voluto in questo cammino insieme, Gesù!

 Ho finito questi primi percorsi di luce benedicendo gli insistenti inviti di Suor Monica e Suor Vilma, benedicendo la loro vocazione e missione,  benedicendo la casa di San Biagio e tutte le persone che la abitano, benedicendo la pace di vivere e guardare in faccia le mie paure, la pace di accettare amore, la pace e la consapevolezza che anche se questo cammino ci porterà a bivi dove prenderemo strade diverse avrò per sempre nel mio cuore le nostre mamme spirituali e i miei fratelli, stelle, luci, fari in questo eterno infinito chiamato vita.

Mi fermo in questa prima tappa di percorsi di luce, con tanta voglia di alzare “lo sguardo, riscoprire l’infinito dentro di me, profondamente in contatto con l’infinito fuori di me, e ritrovarmi immerso in Dio come in un tuffo nell’eterno infinito”. Mi fermo in questa prima tappa, pieno di domande, forse più di prima, mi fermo con le solite paure e dubbi, ma con più certezze. Mi fermo a questa prima tappa, con la voglia di far fondere quel piccolo puntino bianco in cima ad un tetto, nell’eterno infinito chiamato vita, che è amore di Dio! 

Michele

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