IX Settimana del T. O.

2 Giu 2021

Dalla Parola del giorno

18Vennero da lui alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: 19«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 20C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. 21Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, 22e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 23Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 24Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. 26Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Mc 12, 18-27

Come vivere questa Parola?

Gesù ha un’altra visione della vita rispetto a quella dei sadducei. Per lui la vita, sia quella prima che dopo la morte, è essenzialmente una “vita in Dio”. Paradossalmente si potrebbe essere morti anche quando si è ancora in vita, se non si vive in Dio, se non si vive nell’amore. Ci si può trovare in questa situazione, per esempio, quando si vive senza fiducia e speranza nel futuro. Quando si conduce la vita confidando solo in stessi. Sfiducia, scoraggiamento, disperazione, isolamento, autosufficienza, sono modalità di vita dell’uomo spiritualmente moribondo o morto. Questo è importante da sottolineare per comprendere il senso della lettura sadducea, materialista, mondana, della vita, avendo ben presente che il senso pieno della vita si può trovare solo nella vita spirituale, intesa come la vita nello Spirito Santo, come vita in Dio.

 

Il Signore, Dio dei vivi e non dei morti, sostenga il nostro impegno a una vita spirituale che abbia il respiro della vita eterna, capace cioè di concretizzarsi nell’amore più forte della morte, che le grandi acque non possono spegnere né i fiumi travolgere. Così sia!

La voce di un Padre della Chiesa

«La speranza attende che si manifesti nelle membra quello che già si è manifestato in colui che è il capo: in lui che è il fondamento è già compiuto quello che da noi deve essere costruito man mano nella fede in attesa che si compia nella visione».

Sant’Agostino

Discorso 362

commento di

 Don Giuseppe Tilocca

giustiloc@tiscali.it

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