La Casa di Preghiera San Biagio si pone, oggi, come ambiente alternativo a quello creato dalla società tecnologico-consumista che non cerca Dio. “Perché sono qui?”. E’ la domanda di fondo di chi vi abita. “Sono qui per cercare Dio, per alimentare la mia sete di Lui, per vivere la nuzialità della mia chiamata”. Questa è la PRIORITA’ ASSOLUTA. Apostolato e attività tipiche di questo ambiente: tutto è secondario nei confronti dell’obiettivo centrale. La nostra presenza è per essere “viventi a Dio in Cristo Gesù” (Rm.6,11), dentro una dinamica di conversione permanente di cui il protagonista- maestro è lo Spirito Santo e lo strumento principe e la Parola di Dio.
Di questo luogo, eminentemente “luogo dello Spirito” ecco i “segni irrinunciabili”:

• il SILENZIO, alternativo al chiasso-stordimento confusione;

• la PACE, alternativa al groviglio di tensioni prodotte dall’ attivismo-effi cientismo, ecc. ;

• la SEMPLICITA’- ESSENZIALITA’ di vita e di strutture, alternativa alle grandi strutture standardizzate della società post-moderna e al suo culto “dell’apparire”;

• la POVERTA’, come un opporsi al facile “superfluo”, che tenta di penetrare anche nella vita religiosa. Povertà mai come sciatteria, mai come trascuratezza dell’igiene e mai come concessione a ciò che e brutto o di cattivo gusto.

• la GRATUITA’ come riscoperta dell’infinita gratuità di Dio in un mondo regolato dall’interesse e dal calcolo. In concreto: niente rette per gli ospiti, ma offerta libera come sfida fiduciosa alla provvidenza da parte della Comunità.

• il COMUNICARE VITA: non parole, e non una vita qualsiasi, ma Gesù-Vita di ogni persona che abita qui . Necessariamente ciò ci impegna nella “lotta spirituale”: “Kenosi” e “morte” dell’ego; e nello scambio fraterno dell’esperienza spirituale della Parola.

• il CONTINUO RIENTRO AL CUORE, come stile d’ interiorità in opposizione alla superficialità imperante e al perdere di vista che solo nel cuore, evangelizzato e purificato, Gesù vive e s’irradia (cfr. Ef. 3,17);

• lo SPIRITO DI FAMIGLIA “forza creativa del cuore di Don Bosco” (Cost.50, cfr. M.B. 9,657), opposta allo sfacelo della famiglia contemporanea si esprime anzitutto nella concordia dei membri della comunità: gioiosa accoglienza reciproca coinvolgente gli ospiti coi quali condividiamo tutto, anche lo stare insieme ai pasti.

• il LAVORO che ricupera l’importanza attribuita fin dai più antichi Padri all’armonia esistenziale che scaturisce dall’alternanza: preghiera-lavoro anche di tipo manuale. Vuol essere correttivo dell’eccessiva intellettualizzazione di oggi nella cultura perfino teologica.