DALLA PAROLA DEL GIORNO

Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno».

Mt 23,1-3

Come vivere questa Parola?

Alla fine della sua vita, Gesù lascia delle importanti consegne ai suoi discepoli. Una è proprio legata alla trasmissione del suo messaggio. Gesù desidera, guardando a chi ha autorità nella sinagoga, che a differenza degli scribi e dei farisei i suoi discepoli vivano quello che da Lui hanno ascoltato, senza atteggiamenti di superiorità … A volte ci capita di parlare, ma la vita non è in sintonia con le parole che diciamo. Cosa ci impedisce di essere davvero discepoli di Gesù? Da dove nasce questa resistenza? Certo la nostra fragilità, ma il Signore vuole trasfigurarci! Proviamo a prendere la nostra vita, lasciarla penetrare dalla Parola, lasciare che la Parola smuova gli affetti per tentare di incarnarla, e così lasciarci cambiare dalla Parola stessa. I falsi discepoli sono quelli che dicono e non fanno: le opere non corrispondono alle parole, i sentimenti agli agiti. Che il Signore ci aiuti oggi ad incontrarLo e ad unificarci in Lui.

Signore aiutaci a dire solo quello che tentiamo di vivere. Convertici a Te!

La voce di Papa Francesco

“Fratelli e sorelle, un difetto frequente in quanti hanno un’autorità […] è quello di esigere dagli altri cose, anche giuste, che però loro non mettono in pratica in prima persona. Fanno la doppia vita. […] Questo atteggiamento è un cattivo esercizio dell’autorità, che invece dovrebbe avere la sua prima forza proprio dal buon esempio. L’autorità nasce dal buon esempio, per aiutare gli altri a praticare ciò che è giusto e doveroso, sostenendoli nelle prove che si incontrano sulla via del bene. L’autorità è un aiuto, ma se viene esercitata male, diventa oppressiva, non lascia crescere le persone e crea un clima di sfiducia e di ostilità, e porta anche alla corruzione.

(ANGELUS, 5 novembre 2017)

 

 

 

Commento di Suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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