DALLA PAROLA DEL GIORNO

 

«Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Mt 5,14-16

Come vivere questa Parola?

Nella nostra vita ci sono cose essenziali, di cui si ha bisogno, e per gli antichi la luce e il sale erano considerati tali: senza la luce non era possibile la vita e senza il sale la vita sarebbe stata priva di gusto. Ecco allora la prima dichiarazione di Gesù: “Voi siete il sale della terra”. Innanzitutto va messo in risalto il “voi”, che nel vangelo secondo Matteo viene spesso usato da Gesù per indicare non singoli individui alla sua sequela, ma una comunità, un corpo. Si pensi solo all’affermazione: “Voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8). Ovvero, nella relazione con il mondo i cristiani devono essere sale e luce, ma nelle relazioni tra loro sono fratelli, ed è proprio questa fraternità vissuta nell’amore intelligente (cf. Mc 9,50) che, come luce, può diffondersi in mezzo a tutta l’umanità. Ma perché i discepoli possano essere “sale della terra”? Perché nell’antichità, così come oggi, il sale aveva e ha soprattutto due funzioni: dare gusto al cibo e conservare gli alimenti, avendo la capacità di purificare e di impedire la decomposizione. L’immagine è ardita ma riesce a colpire chi ascolta: tutti cerchiamo di dare sapore alla vita, di lottare contro la decomposizione, e i cristiani in particolare sono chiamati ad adempiere questo compito specifico. Chi cucina, sa che mettere il sale nei cibi richiede discernimento e misura, ma è soprattutto consapevole di compiere questa azione per dare gusto. Ebbene, noi cristiani dobbiamo esercitare tale discernimento e conoscere la “misura” della loro presenza tra gli uomini.

“Le mie opere buone, rendano gloria al Padre”

La voce di un biblista

“I sentieri della saggezza che provengono da Dio, scritti nella Sua Parola, sono percorsi di vita, pace, gioia, soddisfazione, rettitudine e giustizia. “Beato l’uomo che ha trovato la saggezza, l’uomo che ottiene l’intelligenza! Poiché il profitto che se ne trae vale più dell’oro fino. Essa è più pregevole delle perle, quanto hai di più prezioso non l’equivale. (Proverbi 3.13-15).

Pertanto, dobbiamo cercare la saggezza dall’alto, non la saggezza del mondo, che è follia agli occhi del Signore perché vivere con questa saggezza è vivere sotto le benedizioni del Signore e queste benedizioni si estendono alla nostra casa, alla nostra famiglia e raggiungono la società in cui siamo.

L’uomo saggio, motivato da un sano timore di Dio, trova la guida per vivere in armonia con se stesso, con gli altri, con il creato e con Dio stesso. Perciò la Parola ci esorta:“Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data’”(Gc 1.5).

(Silvano Fausti, “una comunità legge il vangelo di Matteo, commento al brano sale e luce”.)

Silvano Fausti

Biblista

Commento di Roberto Proietti

robertocerreto82@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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