Venerdì 4 Febbraio 2022 – IV Settimana del Tempo Ordinario

4 Feb 2022

«E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro»

Mc 6,26-29

Come vivere questa Parola?

“L’atto del nostro credere non ha inizio da una nostra buona disposizione d’animo o da uno sforzo di volontà, ma anzitutto dal dono di grazia che ci fa il Signore chiamandoci all’incontro con Lui; quella stessa grazia che opera secondo i carismi e le vocazioni dentro il Corpo di Cristo che è la Chiesa, e in modo singolare con la forza che ricevono i martiri di confessare il Maestro e Signore sino all’effusione del sangue col dono della propria vita”. Con queste parole il Cardinale Leonardo Sandri ha iniziato la sua riflessione in una conferenza riguardo al martirio. La testimonianza che ci dona il Battista, è proprio quella di denunciare il male, costi quel che costi. In questi termini, il martire è proprio colui che decide di andare incontro alla morte pur di non rinnegare la propria fede. Nel vivere la parola di questa giornata, facciamo chiarezza in noi stessi per vedere se è il “nostro” Erode che teme Giovanni oppure il “nostro “Giovanni che teme Erode.

“Erode temeva Giovanni.”

La voce di un Monaco

San Giovanni Battista, è un uomo di tale e tanta grandezza che pose termine alla vita presente con lo spargimento del sangue dopo la lunga sofferenza delle catene. Egli annunziava la libertà della pace superna e fu gettato in prigione dagli empi. Fu rinchiuso nell’oscurità del carcere colui che venne a rendere testimonianza alla luce e che dalla stessa luce, che è Cristo, meritò di essere chiamato lampada che arde e illumina. Fu battezzato nel proprio sangue colui al quale era stato concesso di battezzare il Redentore del mondo, di udire la voce del Padre su di lui e di vedere la grazia dello Spirito Santo scendere sopra di lui.

(Dalle Omelie di san Beda il Venerabile)

 

Beda il Venerabile

Santo

Commento didi Roberto Proietti

robertocerreto82@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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