DALLA PAROLA DEL GIORNO
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete.».
Mc 10,35-38
Come vivere questa Parola?
Voi non sapete quello che chiedete. Quante volte il Signore non esaudisce le nostre suppliche e non ci concede quello che chiediamo… grazie al Cielo! Davvero a volte chiediamo poco e male… a volte invece chiediamo con tanta sincerità tutto quello che ci sembra giusto… Ma anche lì la scelta appartiene a Dio e a noi spetta fidarci, fidarci e affidarci tanto, confidando sempre nel Bene e ravvivando la nostra speranza. E allora viviamo il nostro dialogo con Dio anche e soprattutto da ascoltare cosa Lui ha da chiedere a noi.
Padre mio,
mi abbandono a Te,
fa’ di me ciò che Ti piace.
Qualunque cosa Tu faccia di me, Ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purché la tua volontà si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero altro, mio Dio.
Rimetto l’anima mia nelle tue mani,
Te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché Ti amo ed è per me un bisogno d’amore il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una fiducia infinita,
perché Tu sei il Padre mio.
(Charles de Foucauld)
LA VOCE DI CHARLES DE FOUCAULD
“Se crediamo che Dio è nostro Padre, che è infinitamente buono, infinitamente sapiente, infinitamente potente, come possiamo cadere nell’ansia? Egli sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno, desidera il nostro bene più di quanto lo desideriamo noi stessi e ha il potere assoluto di darcelo.
Affidarsi a Dio non è un’illusione sentimentale, ma l’atto più ragionevole che un uomo possa compiere. Quando ci tormentiamo per il futuro, per la salute, per il successo delle nostre opere, dimostriamo che la nostra fede è ancora piccola. Dobbiamo giungere a una confidenza così totale da non desiderare più di scegliere la nostra strada. La migliore condizione per l’anima è quella di non avere altra volontà se non quella di lasciarsi guidare, come un bambino piccolo che si addormenta tranquillo sul petto di sua madre, sapendo che lei veglia su di lui”.
(Nazareth 1897)