DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».»
Lc 10,36-37
Come vivere questa parola?
Nel Vangelo odierno, Gesù ci interpella, fa delle domande e poi esprime un imperativo.
I dialoghi, le domande che fa Gesù ai diversi personaggi biblici, provocano in loro e in noi che leggiamo o ascoltiamo il Vangelo, una scossa profonda sul cuore. Qualcosa si muove. L’abbiamo visto in Nicodemo, Matteo, la samaritana, il centurione, la cananea e tanti altri. Questa volta, Gesù finisce il dialogo con un imperativo, questo crea forte impatto nei suoi ascoltatori: «Va’ e anche tu fa’ così», come a dire: “contano i fatti e non le parole” antico proverbio popolare che parla ancora. Viviamo in una società parolaia, mancante di silenzio e riflessione. In alcuni casi, ai fatti si arriva attraverso una impulsività mal sana e molte volte aggressiva. Quello che ci mette davanti a noi il Vangelo è qualcosa di evidente: l’incontro con Gesù, provoca un impatto esistenziale, è allora che il mio agire diventa illuminato dalla sua Parola.
Signore Gesù, anche tu oggi chiedi a me: «Va’ e anche tu fa’ così», Tu conti su di me per essere le tue braccia per chi ne ha bisogno. Ti consegno la mia fatica a dirti “Eccomi”, “Bado io”. Ti ringrazio perché mi dai la possibilità e la consapevolezza di decidere e di agire per il bene.
La voce di un monaco
“Il nostro compito è amare gli altri senza fermarci per chiederci se ne sono degni o meno”.
Commento di Sr Mónica Angulo FMA