DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Lc 11,11-13
Come vivere questa Parola?
Il vangelo di oggi, mette davanti a noi un paragone così evidente e chiaro da intendere: la bontà di un padre terreno di fronte all’immensa bontà del nostro Padre che è nei cieli. «Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». Di fronte ai beni materiali che un Padre può concedere ai suoi figli, troviamo il Padre celeste che che concede beni spirituali se lo chiediamo: lo Spirito Santo. E lui «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili» (Rm 8,26). Ecco il dono del Padre nostro dato a noi suoi figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!” (Galati 4,6). Ed è grazie allo Spirito che possiamo dire: “Padre nostro”: invocando il nostro Padre, diventiamo figli e fratelli dello stesso Padre.
Signore Gesù, il tuo Santo Spirito sia su di me, e ogni volta che prego il Padre nostro verrà introdotto con una precedente preghiera allo Spirito Santo, che mi aiuta ad invocarti e a cogliere la fratellanza con tutti.
La voce di un Papa
“Questo è il dono prezioso che lo Spirito Santo porta nei nostri cuori: la vita stessa di Dio, vita di veri figli, un rapporto di confidenza, di libertà e di fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio, che ha come effetto anche uno sguardo nuovo verso gli altri, vicini e lontani, visti sempre come fratelli e sorelle in Gesù da rispettare e da amare”
(Papa Francesco, Udienza Generale dell’8 maggio 2013)
Commento di Sr Mónica Angulo FMA