DALLA PAROLA DEL GIORNO
Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose»
Ef 1,15-23
Come vivere questa Parola?
L’autore della Lettera agli Efesini rende grazie per la comunità di Efeso e promette di pregare per loro, invocando uno spirito di sapienza e di rivelazione. Oggi, come lui, voglio pregare per te — che stai leggendo questo messaggio — e ti invito a pregare per gli altri che lo stanno leggendo proprio come te. Prega anche per me, affinché possiamo comprendere la speranza alla quale Egli ci chiama, la ricchezza della Sua gloriosa eredità tra i santi e la straordinaria grandezza della Sua potenza verso di noi credenti. La tua preghiera è di ringraziamento? Gesù non ha mai smesso di rendere grazie al Padre; fa’ lo stesso.
Signore, insegnami a pregare rendendo grazie per la Tua bontà e per i tanti fratelli e sorelle che, guidati dallo Spirito, danno gloria al Padre, Colui che ha posto ogni cosa sotto i Tuoi piedi. Amen.
La voce di un vescovo e martire
Se non parlerete in mio favore, diventerò una parola vivente di Dio per proclamare la sua gloria attraverso la mia morte. Non cercate di offrirmi un dono più grande di questo: essere sacrificato a Dio — ora che l’altare è pronto — affinché, formando un coro nella perfetta carità, possiate cantare un inno al Padre in Cristo. È cosa bella che il sole della mia vita, nel lasciare questo mondo, tramonti in Dio, così che io possa risorgere in Lui. Quanto a me, scrivo a tutte le Chiese e dico loro con insistenza che sono pronto a morire volentieri per Dio, purché voi non me lo impediate. Sono il grano di Dio e devo essere macinato dai denti delle fiere per poter essere offerto come pane puro a Cristo. Preferisco morire per Cristo piuttosto che regnare su tutto il mondo. Cerco Colui che è morto per noi; desidero Colui che è risorto per noi. Voglio appartenere interamente al mio Dio. Lasciate che io salga alla luce pura; quando la raggiungerò, sarò veramente uomo. Permettetemi di imitare la Passione del mio Dio. Il mio amore è crocifisso e non rimane in me alcun fuoco che cerchi di nutrirsi di cose materiali; vi è invece un’acqua viva che mormora dentro di me, dicendo dal profondo del mio essere: “Vieni al Padre” (Ignazio di Antiochia, “Lettera ai Romani”.)
Commento di Sr Teresita Verhelst Solano fma