DALLA PAROLA DEL GIORNO

«1Salito su una barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città.2Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». 3Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». 4Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? 5Che cosa infatti è più facile: dire «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»? 6Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico – , prendi il tuo letto e va’ a casa tua». 7Ed egli si alzò e andò a casa sua. 8Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini»

Mt 9, 1-8

Come vivere questa Parola?

Gesù ha a cuore la nostra felicità. Essere felici non è qualcosa che dipende dal poter camminare sulle proprie gambe o sulla sedia a rotelle ma dall’avere il cuore libero da tutto ciò che uccide, blocca e rende opaca l’esistenza. Il peccato, a ben vedere, produce questi effetti. La guarigione del paralitico dovrebbe aiutarci a comprendere che Gesù non è un guaritore, venuto per risolvere i problemi fisici delle persone, ma il “Figlio dell’uomo” mandato dal Padre ad offrire agli uomini il dono della salvezza, il perdono dei peccati.

Dovremmo chiedere al Signore di essere perdonati prima ancora di essere guariti, perché il perdono, la misericordia, l’amore incondizionato e gratuito è, per chi crede, la più alta forma di guarigione.

 

Signore Gesù, libera il nostro cuore da tutto ciò ci rende incapaci di riconoscere chi tu sia veramente e il senso profondo delle tue parole. Così sia!

La voce del Papa

«Il malato è sempre più importante della sua malattia, e per questo ogni approccio terapeutico non può prescindere dall’ascolto del paziente, della sua storia, delle sue ansie, delle sue paure. Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia».

/Francesco, Messaggio per la Giornata del Malato 2022)

 

 

Francesco

Papa

Commento di Don Giuseppe Tilocca

giustiloc@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

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