DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione.

D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre»

 Lc 12,49-53

Come vivere questa Parola?

Queste parole di Gesù sono davvero brucianti e possono lasciare perplessi nella loro forza di provocazione. Gesù, il principe della pace, non è venuto a portare la pace. Il Signore vuole che restiamo nella Sua pace certo, ma non nella pace nel senso troppo comune del termine… infatti il Signore non ti vuole “lasciare in pace” ma vuole che il fuoco dello Spirito, il fuoco della carità sia sempre acceso nella tua anima e sconvolga il tuo quieto vivere. Perché siamo fatti per ardere nel suo amore, siamo fatti per accendere questo stesso fuoco negli altri. Che il Signore ci doni sempre questa Sua santa e benedetta inquietudine.

«Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito.
Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen»
(Ef 3,14-21)

La voce di santa Caterina da Siena

“A te, dilettissimo e carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti unito e trasformato nel fuoco dell’ardentissima carità, sì che tu sia uno vasello di dilezione a portare il nome della parola di Dio coi misteri grandi suoi nella presenzia del nostro dolce Cristo in terra, e facci frutto con accendere il desiderio suo. E però io voglio, figliuolo mio, che apri l’occhio del cognoscimento nell’obietto di Cristo crocifisso. Facendo così, egli diverrà delle operazioni e parole tue, come della saetta che si trae dal fuoco, ben rovente; che, gittandola, ella arde dovunque si gitta, perché non può fare che ella non dia di quello che ella ha in sé. Così ti pensa, figliuolo, che l’anima tua entrerà nella fornace del fuoco della divina Carità; e per forza di caldo d’amore si converrà che tu getti e porga quello che tu hai tratto dal fuoco”.

(Caterina da Siena – Lettera a Neri di Landoccio)

Commento di don Andrea Lovisone SDB

lovic83@gmail.com