DALLA PAROLA DEL GIORNO
Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Lc 12,39-48
Come vivere questa Parola?
Penso subito ala beata Laura Vicuña, quando disse: Per me è la stessa cosa pregare o lavorare, pregare o giocare, pregare o dormire. Facendo quello che mi viene chiesto di fare, faccio quello che Dio vuole che io faccia, e questo è ciò che voglio fare; questa è la mia miglior preghiera. Essere sempre pronti per la venuta di Dio: ecco il messaggio centrale del Vangelo di oggi. Il problema di essere sempre all’erta viene completamente sciolto dalla disarmante capacità che vediamo in alcuni santi di essere sempre alla presenza di Dio: non devo correre a prepararmi alla Sua venuta se già in terra cerco di stare sempre già con il Padre.
Oggi invoco lo Spirito Santo perché mi raccolga sempre alla Sua presenza, e prego con queste parole di Antonietta Meo:
Caro Gesù io Ti amo molto e voglio stare sempre vicino a Te. Caro Gesù io voglio essere la tua lampada che arde vicino a Te di una fiamma d’amore, e il Tuo giglio che resta sempre ad adornare l’altare e Ti adora … Caro Gesù, io Ti voglio tanto bene, proprio tanto, o Gesù, e io voglio essere la Tua lampada e il Tuo giglio: il giglio che rappresenta la purità dell’anima e la lampada che rappresenta la fiamma d’amore che non Ti lascia mai solo.
La voce di Benedetto XVI su Giuseppina Bakhita
Mi viene qui in mente una piccola storia di Santa Bakhita, questa bella Santa africana, che era schiava in Sudan, poi in Italia ha trovato la fede, si è fatta suora e quando era già anziana il vescovo faceva visita al suo monastero, nella sua casa religiosa e non la conosceva; vide questa piccola, già curva, suora africana e disse a Bakhita: “Ma che cosa fa Lei, sorella?”; la Bakhita rispose: “Io faccio La stessa cosa che Lei, Eccellenza”. Il vescovo stupito chiese: “Ma che cosa?” e Bakhita rispose: “Ma Eccellenza, noi due vogliamo fare la stessa cosa, fare la volontà di Dio”. Mi sembra una risposta bellissima, il Vescovo e la piccola suora, che quasi non poteva più lavorare, facevano, in posizioni diverse, la stessa cosa, cercavano di fare la volontà di Dio e così erano al posto giusto.