DALLA PAROLA DEL GIORNO

«C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni;

era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.

Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia».

Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio»

 

Lc 13, 11

Come vivere questa Parola?

La vita talvolta ci dà da vivere situazioni che ci paralizzano, ci rendono infermi come la donna. Un grande dolore, una sofferenza o tensioni prolungate, incomprensioni o calunnie.

Cristo ci ama, il suo sguardo buono ci rende di nuovo capaci di alzare lo sguardo e il cuore e riprendere il cammino.

Camminare nella carità è anzitutto avere vivo nel cuore la certezza di saperci amati e custoditi dal buon Dio anche nelle fatiche che viviamo. Solo così potremo trovare l’energia buona per fare passi, uno dopo l’altro, e saranno passi di amore e benevolenza, di perdono e di misericordia per me e per il fratello.

Nella mia preghiera personale provo a riconoscere la mia infermità, a lasciare che Gesù la guardi e la ami. Chiedo allo Spirito Santo la luce per una piccola e concreta scelta di bene che posso vivere e realizzare oggi.

La voce di uno dei maggiori e più autorevoli biografi di San Giovanni Bosco

La bontà di don Bosco, illuminata dall’intelligenza e della fede, e resa forte dal contatto abituale con Dio, si manifestava come benevolenza, uguale con tutti, e che tutti solleva verso Dio. Ecco perché i suoi primi giovani lo vedevano costantemente tranquillo e sereno, farsi tutto a tutti con un affetto operoso e spiritualissimo, mentre attraversava vicende burrascose che loro appena intravedevano, e che solo più tardi avrebbero capito in tutta la loro dolorosa realtà.

(Tratto da Don Bosco con Dio, Eugenio Ceria)

Commento di Sr Valeria Fasson FMA 

valeria.fasson@donboscoland.it