La primavera è nel suo pieno: colori che sbocciano, luce che ritorna, vita che si rialza.
E il Vangelo di oggi ci porta proprio lì, su una strada un po’ stanca, un po’ in fuga, come quella dei discepoli di Emmaus. Ma è su quella strada che il Risorto si fa vicino, cammina con noi, accende il cuore e ci riporta alla vita.
Oggi, a San Biagio, abbiamo vissuto qualcosa di simile.
Una primavera di volti, storie, desideri e anche di scelte diverse, di tempi vissuti in modo unico, ma tutti orientati alla stessa gioia: vivere la Risurrezione.
Un gruppo di Capi scout, da una parrocchia di Roma, che si è regalato due giorni per respirare, per ritrovare il senso profondo della propria vocazione educativa, per rinnovarsi nell’accompagnare bambini e adolescenti.
Un gruppo impegnato nel recupero dell’iconografia, custodi pazienti della bellezza.
Giovani che hanno scelto di fermarsi per pregare e ritrovarsi tra loro.
Un sacerdote dagli Stati Uniti, tornato quasi per nostalgia, per sostare ancora un po’.
Una monaca di clausura, presenza silenziosa e profonda, come radice nascosta che sostiene la vita.
Pellegrini di passaggio, amici di San Biagio, le sorelle della comunità .
Tutti diversi.Come colori di una stessa primavera, come strade diverse che si incontrano. E in mezzo a tutto questo, Lui. Gesù, presente nella sua Parola e nell’Eucaristia, che ci ha fatti incontrare, riconoscere, restare.
Perché la Pasqua è proprio così: un cammino condiviso, un cuore che si riaccende, una presenza che trasforma.
E anche oggi, mentre tutto fiorisce, il Risorto continua a camminare con noi.