DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via».»

 

Giovanni Gv 14,1-4

Come vivere questa Parola?

«Non sia turbato il vostro cuore» non è un semplice incoraggiamento, ma un comando fondato sulla fede. Il turbamento nasce dalla prospettiva della morte – quella fisica e quella interiore che sperimentiamo ogni volta che siamo chiamati a far morire il nostro egocentrismo – e dalla paura della separazione da Colui che ci libera. Ma Cristo vince questo turbamento rivelando la sua identità divina: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». È come se dicesse: “Lascia che la tua inquietudine si appoggi a me.”

«Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore»: non indica un luogo fisico, ma l’immensità dell’amore di un Dio che accoglie ciascuno. Siamo cercati e attesi: il Signore verrà nuovamente per prenderci con sé, perché possiamo essere sempre con Lui, come promette anche in Matteo 28,18b.

«Conoscete la via»: la via non è un percorso da compiere, ma una Persona da seguire. La via è Gesù stesso: luce che illumina le nostre tenebre (cfr. Gv 1,4-5). Come percorrerla, se non attraverso la preghiera, l’ascolto della sua Parola e il desiderio di diventare sempre più “Cristo somiglianti”, espressione tanto cara a San Giovanni Paolo II.

Signore Gesù, quando il cammino si fa oscuro, ricordami che Tu vieni a prendermi per stare con Te. Fa’ che io resti sempre sulla tua via, che è luce, verità e vita

La voce di un Papa

“Ma come fare perché il cuore non si turbi? Perché il cuore si turba.

Il Signore indica due rimedi al turbamento. Il primo è: «Abbiate fede in me» (v. 1). Sembrerebbe un consiglio un po’ teorico, astratto. Invece Gesù vuole dirci una cosa precisa. Egli sa che, nella vita, l’ansia peggiore, il turbamento, nasce dalla sensazione di non farcela, dal sentirsi soli e senza punti di riferimento davanti a quel che accade. Quest’angoscia, nella quale a difficoltà si aggiunge difficoltà, non si può superare da soli. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Gesù, e per questo Gesù chiede di avere fede in Lui, cioè di non appoggiarci a noi stessi, ma a Lui.

C’è poi un secondo rimedio al turbamento, che Gesù esprime con queste parole: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. […] Vado a prepararvi un posto» (v. 2). Ecco che cosa ha fatto Gesù per noi: ci ha prenotato un posto in Cielo. Ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

(Papa Francesco – Regina Caeli – Biblioteca del Palazzo Apostolico – Domenica, 10 maggio 2020)

Francesco

Papa

                                                     

                                                                                                                        Commento di Claudio Del Brocco

claudiodelbrocco@yahoo.it

 

 

 

 

  

                                                                     

 

 

 

 

 

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