DALLA PAROLA DEL GIORNO
Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Matteo 10, 26-33
Come vivere questa Parola?
All’interno del discorso missionario contenuto nel capitolo decimo del vangelo secondo Matteo, il brano odierno si situa immediatamente dopo le parole sapienziali di Gesù che proclamano che un discepolo non è da più del suo maestro, ma è sufficiente che viva come Lui, ossia che nella sequela viva la stessa vita di comunione con il Padre, quindi di carità vera verso i fratelli. (Mt 10,24-25).
L’avvertimento ripetuto come un ritornello da Gesù in questi insegnamenti ai suoi discepoli è quello di non temere, di non avere paura. La paura è un’emozione primordiale che ci avverte di qualcosa che sentiamo come minaccioso e pericoloso per noi e che ci induce a spostarci, nasconderci, fuggire. Ma nello spazio cristiano essa è chiamata a misurarsi con la forza dell’amore e con la responsabilità. I discepoli di Gesù, e con loro i seguaci di Gesù nella storia, sono invitati al coraggio e alla libertà di parola, alla franchezza che non esita a dire tutte le esigenze del vangelo costi quel che costi.
L’amore è coraggioso: per amore io posso intraprendere azioni o sopportare situazioni dure e difficili che mettono a rischio anche la mia vita. Ma tutto in vista di ciò che amo: lo sguardo coraggioso è vinto dall’oggetto amato più che dalla constatazione dei rischi. Ha scritto Agostino: “Il coraggio è un amore che sopporta facilmente ogni cosa in vista di ciò che ama” (I costumi della Chiesa cattolica I,15,25). Il coraggio si radica nell’amore e così può vincere la paura, può cioè superarla, far sì che non abbia l’ultima parola.
Aiutami Signore a riconoscere le mie paure, chiamarle per nome, accoglierle e consegnarle a Te. Fa’ che io non nasconda la mia fede sotto il velo della paura o dell’indifferenza. Donami il coraggio che viene dal sapermi Amata da Te, sempre.
La voce di uno scrittore
“Nel dialogo tra il pauroso per antonomasia, don Abbondio, e il Card. Federigo, il secondo rimprovera la pusillanimità del primo dicendogli: “L’amore è intrepido. Se per tant’anni di ufficio pastorale, avete amato il vostro gregge, se avete riposto in esso il vostro cuore, le vostre cure, le vostre gioie, il coraggio non doveva mancarvi al bisogno: l’amore è intrepido”.
(Alessandro MANZONI)