DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà . Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi»
Mc 10,29-31
Come vivere questa Parola?
San Filippo si è fidato della promessa di Dio lasciando tutto e ricevendo molto molto di più. L’inventore dell’oratorio ha trasformato con la grazia di Dio la vita di tantissimi giovani perduti e soli e di tanta gente infelice! Ed era un uomo davvero umile, che rifuggiva la banale gloria umana. Rifiutò ostinatamente per tutta la vita la nomina a cardinale che diversi Papi gli avevano offerto. Si dice che un giorno prese il cappello cardinalizio che gli era stato inviato e ci giocò a palla con i suoi ragazzi. Inoltre rideva molto di se stesso, vestendosi a volte in modo bizzarro (con la giacca al contrario o camminando con una scarpa sola) pur di non essere stimato santo o saggio. Eppure, proprio lui che scelse di essere l’ultimo e il servitore dei piccoli di Roma, divenne il consigliere di Papi, re e dotti, diventando uno dei santi più amati e simpatici di sempre.
O glorioso San Filippo,
che fosti così fedele nel seguire gli insegnamenti di Gesù,
ottienimi dal Signore una fede viva, una speranza ferma e una carità ardente.
Tu che fosti riempito dallo Spirito Santo con il dono della santa gioia,
allontana dal mio cuore la tristezza e lo scoraggiamento.
Insegnami a servire il Signore con letizia,
a diffondere la pace intorno a me e a vedere il volto di Cristo in ogni fratello.
Custodisci la mia mente nella purezza,
accendi nel mio cuore il fuoco dell’amore divino
e guidami nel cammino della vita,
affinché possa un giorno contemplare con te la gloria del Paradiso. Amen.
LA VOCE DI SAN FILIPPO NERI
L’allegrezza cristiana interiore è un dono di Dio, derivato dalla buona coscienza, mercé il disprezzo delle cose terrene, unito con la contemplazione delle celesti…
Si oppone alla nostra allegrezza il peccato; anzi, chi è servo del peccato non può neanche assaporarla: le si oppone principalmente l’ambizione: le è nemico il senso, e molto altresì la vanità e la detrazione.
Figliuoli, state allegri, state allegri! Voglio che non facciate peccati, ma che siate allegri.
Â
Â