DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!».»
Mc 10,46-49
Come vivere questa Parola?
Nel mondo del cristianesimo ortodosso una delle preghiere fondamentali è tratta da questo brano e sono le parole di invocazione di Bartimeo, mendicante cieco guarito da Gesù. Con grandissima fede, nonostante le sue sofferenze e il parere contrario di tutti quelli che aveva intorno, grida e invoca a gran voce il nome di Gesù… e sarà guarito. L’importanza di questa preghiera nasce per rispondere all’invito del Signore Gesù di pregare sempre e assume la forma di una ripetizione continua di questa invocazione, ripetuta migliaia di volte al giorno prima con le labbra per arrivare poi a farla diventare una sola cosa con il respiro e il battito del cuore. È una forma molto bella di giaculatoria, che può riportarci sempre alla presenza di Gesù in tutto quello che facciamo.
Puoi ripetere spesso lungo la giornata:
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore
LA VOCE DI UN PELLEGRINO RUSSO
“La preghiera interiore continua di Gesù è l’invocazione incessante, mai interrotta, del nome divino di Gesù Cristo con le labbra, con la mente e con il cuore, immaginando la sua costante presenza e chiedendo la sua misericordia, in ogni occupazione, in ogni luogo, in ogni tempo, persino durante il sonno.
Essa si esprime con queste parole: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me!”.
Chi si abitua a questa invocazione ne riceve grande consolazione e sente il bisogno di recitarla sempre; dopo un certo tempo, la preghiera penetra nel cuore da se stessa, in modo che l’anima non può più farne a meno”
(dal libro: Racconti di un pellegrino russo)