DALLA PAROLA DEL GIORNO
Alleluia, alleluia.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui»
Alleluia.
Gv 14, 23
Come vivere questa Parola?
L’amore è concreto: Gesù non chiede un sentimento vago, ma afferma che «se uno mi ama, osserverà la mia parola». L’amore è sempre una questione di fatti e non di apparenze. Accogliere e osservare diventano così due verbi indivisibili.
«Osserverà la mia parola». Se arrivi ad amare lui, sarà normale prendere come cosa tua, come lievito e sale della tua vita, roccia e nido, linfa e ala, pienezza e sconfinamento, ogni parola di colui che ti ha risvegliato la vita. La Parola di Gesù è Gesù che parla, che entra in contatto, ti raggiunge e ti comunica sé stesso. Come si fa ad amarlo? Si tratta di dargli tempo e cuore, di fargli spazio. Se non pensi a lui, se non gli parli, se non lo ascolti nel segreto, forse la tua casa interiore è vuota. Se non c’è rito nel cuore, se non c’è una liturgia nel cuore, tutte le altre liturgie sono maschere del vuoto.
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Il Misericordioso senza casa cerca casa. E la cerca proprio in me. Forse non troverà mai una vera dimora, solo un povero riparo, una stalla, una baracca. Ma Lui mi domanda una cosa soltanto, di diventare ospitale lasciando il cuore aperto. Mi chiede di essere casa per le sue due promesse: lo Spirito e la pace. L’amore diventa così una “casa”, e non una casa qualunque, ma una “casa abitata”. Quando ti senti amato ti senti a casa, la persona che ti ama diventa la tua vera casa.
Signore Gesù, Parola viva del Padre, ti chiedo la grazia di aprire il mio cuore perché io non sia solo un ascoltatore distratto, ma un fedele custode dei tuoi insegnamenti. Aiutami a mettere in pratica ciò che ascolto, perché la tua Parola diventi la roccia salda su cui fondare ogni mia scelta.
La voce di un teologo
“L’uomo per sua natura è ascoltatore del Verbo e assurge alla sua dignità nella risposta al Verbo. Nel suo intimo è pensato dialogicamente. La sua ragione ha tanta luce quanta ne abbisogna per intendere Dio che parla. La sua volontà è così superiore ad ogni istinto e aperta a ogni bene, che può seguire senza costrizioni le attrattive del sommo Bene. L’uomo è l’essere che ha nel cuore un mistero più grande di lui. È costruito come un tabernacolo che custodisce un sacro mistero. Quando la Parola di Dio vuole abitare in lui, egli non ha bisogno di preparare prima artisticamente il suo interno, che è già disposizione, docilità, verità, di abbassare le armi davanti all’infinito amore”
(Hans Urs von Balthasar, La meditazione).